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Dalla Newsletter del Marzo 2004
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LA MENOPAUSA: UNA SOLUZIONE NATURALE


CimicifugaCominciamo subito col dire che la menopausa NON è una malattia: essa, infatti, è un periodo fisiologico che compare nella vita di ogni donna, così come la pubertà e la gravidanza.
In ognuno di questi periodi della vita femminile intervengono variazioni dell'equilibrio ormonale, che logicamente portano delle modificazioni, anche importanti, nell'organismo stesso.
La menopausa corrisponde alla cessazione dell'attività delle ovaie, organi femminili deputati alla riproduzione, che smettono di produrre ormoni con conseguente interruzione del ciclo mestruale (il nome "menopausa" infatti deriva dal greco menos = mese e pausis = cessazione).
L'età media dell'entrata in menopausa in Europa è intorno ai 50 anni di età, in Italia in particolare è verso i 52 anni, ma l'arco di tempo in cui la menopausa si può manifestare è piuttosto ampio, infatti può spaziare dai 45 ai 55 anni, restando sempre nell'ambito della normalità. Si parla di menopausa "precoce" se essa compare prima dei 40 anni.

Il momento in cui la donna va in menopausa è influenzato da diversi fattori, come la popolazione di appartenenza, la familiarità, la data del menarca (la prima mestruazione), il fumo. Nei paesi orientali ad esempio la menopausa si manifesta prima che in quelli occidentali; nei paesi caldi del sud, dove più precoce è il menarca, la menopausa è più precoce che in quelli del nord; inoltre se una madre è andata in menopausa molto presto ci sono alte probabilità che ciò accada anche alla figlia; è ormai accertato che anche la nicotina accelera il processo di atrofizzazione delle ovaie, bloccandone l'attività prima del tempo fisiologico.
Il segnale che sta iniziando la menopausa è un'irregolarità del ciclo mestruale, conseguenza del cambiamento ormonale in atto, che può saltare qualche mese, o anche diventare più o meno abbondante, a seconda del rapporto fra gli ormoni estrogeno e progesterone che si presenta in quel momento.

Le conseguenze della menopausa

Talvolta alla menopausa si accompagnano alcune manifestazioni indesiderate, fra cui le "vampate di calore" (o caldane), che consistono in un'improvvisa sensazione di calore alla parte superiore del corpo (viso, collo e busto), con abbondante sudorazione e forte arrossamento soprattutto del viso, ciò che provoca un grande disagio nella donna, anche nei suoi rapporti con gli altri, perché è impossibile da ignorare e mascherare: è tipico infatti l'uso di ventagli per rinfrescarsi il viso, nelle donne non più giovanissime.
Queste vampate avvengono anche di notte e disturbano notevolmente il sonno, oltre che essere molto fastidiose perché provocano una sudorazione molto abbondante, e infatti sono definite "sudorazioni notturne".
Una delle cause di questi improvvisi sbalzi di temperatura pare che sia un'alterata funzione dei centri deputati alla regolazione della temperatura corporea, che provoca una vasodilatazione periferica, da cui derivano gli arrossamenti, le vampate e le sudorazioni.

La carenza di ormoni ovarici influisce anche su alcune sostanze chimiche del cervello, che influenzano i meccanismi regolatori del tono dell'umore, dell'attenzione ed il comportamento: si possono registrare infatti in questo periodo sbalzi dell'umore, ansia, insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, talvolta depressione.
L'insonnia in particolare trova spiegazione nel ruolo che hanno gli ormoni di regolare fisiologicamente il ritmo sonno-veglia, inoltre le sudorazioni notturne giocano un ruolo di disturbo del sonno, da non sottovalutare.
La menopausa porta delle modificazioni anche in senso fisico sul corpo della donna: l'utero infatti risente subito dell'irregolarità nella produzione dei due ormoni che vengono a mancare, gli estrogeni e il progesterone, e reagisce diminuendo di volume per via dell'assottigliamento della sua massa muscolare e dell'endometrio, il tessuto che ne tappezza le pareti interne.
Le stesse ovaie, cessando la loro funzione di secrezione ormonale, riducono la loro massa e gradualmente si atrofizzano.

Anche i tessuti vaginali e dell'apparato urinario vanno incontro ad atrofizzazione, con conseguente maggior facilità alle infezioni, con cistiti ricorrenti e secchezza delle mucose, che può comportare difficoltà nei rapporti sessuali; tuttavia questi fenomeni col tempo in parte regrediscono e si normalizzano.
Anche la ghiandola mammaria logicamente risente della mancanza di ormoni, infatti perde volume e turgore con aumento del tessuto adiposo che sostituisce quello ghiandolare.

La pelle subisce durante la menopausa una perdita di elasticità e freschezza, per via della riduzione del tessuto di sostegno, il collagene, che risente maggiormente della carenza di estrogeni; tuttavia l'invecchiamento della pelle è un fenomeno molto soggettivo e si manifesta in misura molto diversa da donna a donna.

TrifoglioUno dei timori delle donne che arrivano alla menopausa è quello di aumentare di peso, ma questo spesso avviene non solo per il cambiamento dell'equilibrio ormonale, ma anche per i normali processi di invecchiamento dell'organismo, che con l'età modifica il suo metabolismo, che rallenta, e quindi si ha un minore dispendio di calorie, per cui si dovrebbe automaticamente diminuire l'apporto calorico, non più adeguato. Infatti se fino a qualche anno prima l'introduzione di un certo numero calorie corrispondeva ad un loro consumo totale, con l'età le calorie consumate saranno meno, con un residuo di calorie non utilizzate che verranno immagazzinate sotto forma di grasso: bastano queste calorie in più ogni giorno per acquistare diversi chili in un anno! Quindi arrivati ad una certa età dovremo comunque rivedere la nostra alimentazione, a prescindere dalla menopausa.
Tuttavia talvolta l'aumento di peso è dovuto anche al fatto che si mangia di più per via dell'umore, che abbiamo detto può essere un po' depresso, e sappiamo che il cibo ha una grande azione consolatoria!
Oltre a ciò dobbiamo anche considerare che spesso si fa meno movimento e quindi il dispendio calorico diminuisce ulteriormente, da cui la maggior tendenza all'aumento di peso.

Talvolta si pensa erroneamente che la terapia ormonale sostitutiva di sintesi possa risolvere l'inconveniente del sovrappeso, al contrario gli estrogeni favoriscono la ritenzione di liquidi nei tessuti, quindi l'aumento di peso e anche la cellulite!
Il modo migliore per ovviare a questi inconvenienti è quello di modificare lo stile di vita, controllando l'alimentazione e praticando una regolare attività fisica.

Ma le due conseguenze maggiori che la menopausa può portare, sono quelle a carico dell'apparato scheletrico e del sistema cardiocircolatorio: infatti dopo i 50 anni, con la menopausa, una donna su quattro va incontro al fenomeno dell'osteoporosi, cioè alla rarefazione della struttura dell'osso e ad una decalcificazione che può aumentare il rischio di fratture. Osteoporosi infatti significa proprio "ossa porose", cioè ossa la cui struttura ne determina la fragilità, ed i suoi sintomi purtroppo sono silenti per molto tempo; quando la malattia arriva a manifestarsi con dolori ossei, difficoltà nella deambulazione, incurvamento della colonna vertebrale, eccetera, essa è già in fase avanzata, perciò all'inizio della menopausa sarebbe bene sottoporsi, dopo consultazione col proprio medico, ad un esame specifico, la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), che è in grado di diagnosticare precocemente la malattia, così da prendere gli opportuni provvedimenti prima che essa possa creare dei danni.

Le donne maggiormente predisposte all'osteoporosi sono quelle di pelle bianca, con ossatura piccola, costituzione esile, con menopausa precoce, fumatrici, forti consumatrici di alcool e quelle che hanno precedenti familiari.
L'apparato cardiocircolatorio nella donna viene protetto dalla presenza di estrogeni, ma quando essi vengono a mancare possono aumentare sia i trigliceridi, sia il colesterolo nel sangue, soprattutto l'LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, mentre può diminuire il colesterolo buono, l'HDL, con tendenza all'accumulo di placche aterosclerotiche nelle arterie, quindi si può andare incontro con più facilità a danni dell'apparato circolatorio.
Gli inconvenienti legati alla menopausa però non si manifestano sempre tutti, e in tutte le donne; in alcune sembrano non esserci del tutto, in altre si manifestano solo alcuni disturbi, in altre ancora invece questi inconvenienti si presentano contemporaneamente in diverso grado, e possono essere anche molto evidenti e fastidiosi.

Quali rimedi?

Fino a non molti anni fa le donne erano costrette a sopportare con rassegnazione tutte queste manifestazioni negative legate alla menopausa, perché non avevano altra scelta. Oggi invece esistono diversi rimedi sia di tipo farmacologico di sintesi, che di tipo completamente naturale. E' molto dibattuto il problema relativo ai rischi legati all'assunzione di una terapia sostitutiva farmacologica, ma oggi un'informazione sempre maggiore aiuta ogni donna a riconoscere quando arriva questo momento della propria vita e a scegliere quale tipo di trattamento intraprendere.

Fermo restando che solo il proprio medico potrà stabilire se è il caso o meno di intraprendere una terapia ormonale con farmaci di sintesi, oggi sappiamo, alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, che non pare indispensabile orientarsi in tal senso, ma proprio perché la menopausa non è una malattia, può essere trattata in modo naturale. Non parliamo, infatti, di terapia, ma di trattamento e di prevenzione dei disturbi ad essa correlati e, col rigore scientifico che ormai da diversi anni accompagna la fitoterapia, la ricerca fitoterapica ha condotto alla messa a punto di una innovativa associazione di erbe, vitamine e minerali, per il trattamento dei malesseri della menopausa. La moderna ricerca fitoterapica ha individuato in alcune piante l'esistenza di sostanze, i fitoestrogeni, in grado di simulare l'azione degli estrogeni umani; essi hanno un'azione più blanda ma del tutto naturale, in grado di imitare gli effetti degli estrogeni, perché le loro strutture molecolari sono molto vicine a quelle degli estrogeni umani ed il corpo li accetta come tali. In altre piante invece sono stati individuati i fitoprogestinici, che sono in grado di normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone.

L'attuale ricerca scientifica infatti ha dimostrato, mediante alcuni studi clinici, che l'integrazione con soli estrogeni non è sufficiente al controllo dei disturbi e delle affezioni causate dalla menopausa ma è più utile l'associazione di estrogeni con progesterone, poiché questi ultimi bilanciano gli effetti dannosi che l'integrazione con soli estrogeni può portare, come ritenzione idrica, diminuzione della libido, aggravarsi dei problemi vascolari, ipertensione, aumento del rischio di formazione di cisti al seno, fibromi nell'utero e tumori al seno. Il progesterone contrasta tutti questi effetti negativi e indesiderati degli estrogeni.

Il fine del trattamento naturale dei disturbi causati dalla menopausa è il ristabilimento dell'equilibrio ormonale, quindi è auspicabile la somministrazione combinata di fitoestrogeni e fitoprogestinici, eventualmente associata ad altri principi vegetali funzionali sinergici.
Una formulazione che contenga fitoestrogeni e fitoprogestinici, cioè quegli ormoni vegetali molto simili a quelli che vengono a mancare in menopausa e che non presentano le controindicazioni degli ormoni chimici di sintesi, può essere infatti di valido aiuto per contrastare i disturbi della menopausa stessa. Il trattamento naturale della menopausa è anche molto flessibile, in quanto può essere modulato, sospeso, affiancato ad altre integrazioni con oligoelementi e vitamine, senza incorrere nei problemi causati dal blocco degli ormoni. Un grande vantaggio, lo ribadiamo, è l'assenza di effetti collaterali che è la conseguenza di una naturale integrazione alimentare.

Di fatto è ormai scientificamente e universalmente accettato che i prodotti naturali vengono meglio tollerati dall'organismo e consentono la personalizzazione dell'integrazione alimentare e dello schema di trattamento.
Le piante ricche di ormoni vegetali maggiormente utilizzate per il trattamento fitoterapico della menopausa sono principalmente la Soia, la Cimicifuga, il Trifoglio, ricche di fitoestrogeni, e la Dioscorea o Igname selvatico, ricco di fitoprogestinici.

SoiaLa Soia è una leguminosa, molto utilizzata per le sue notevoli proprietà nutrizionali e dietetiche, soprattutto nei paesi orientali. In questi paesi, nei quali viene consumata quotidianamente e per tutta la vita, si è osservata una bassa incidenza di disturbi legati alla menopausa e oggi numerosi studi hanno confermato questa osservazione. Essa contiene un gruppo di sostanze appartenente alla classe dei flavonoidi, gli isoflavoni, che per la loro attività estrogeno-simile sono chiamati fitoestrogeni e sono in grado di influenzare la produzione e il metabolismo degli ormoni sessuali, oltre ad avere un ruolo attivo nel rallentare i fenomeni di invecchiamento della pelle, per la capacità di stimolare la produzione di collagene e acido ialuronico.

I fitoestrogeni si sono rivelati utili contro i disturbi dovuti alla menopausa e le patologie ad essa correlate, come l'osteoporosi e l'ipercolesterolemia; infatti studi clinici hanno evidenziato che gli isoflavoni della Soia, inseriti nella dieta, diminuiscono la perdita della massa ossea che accompagna la menopausa, e contemporaneamente contribuiscono a ridurre il cosiddetto colesterolo cattivo, o LDL, mentre tendono a far aumentare il colesterolo buono, o HDL. Questo può contribuire a favorire la prevenzione dei danni cardiovascolari.
Il vantaggio dei fitoestrogeni, rispetto alla terapia ormonale sostitutiva di sintesi, è che non provocano gli effetti collaterali di quest'ultima.

E' importante, quando si assumono isoflavoni di Soia, far sì che la flora batterica intestinale sia efficiente, poiché le molecole degli isoflavoni sono molto grandi e devono essere scisse per essere assimilate, per mezzo delle glicosidasi, enzimi che vengono prodotti proprio dalla flora batterica intestinale; perciò è utile integrare l'assunzione di isoflavoni con fermenti lattici probiotici, che arricchiscano la flora batterica intestinale: si otterrà in questo modo una miglior assimilazione dei principi attivi e quindi una loro migliore efficacia, oltre ad evitare fenomeni di gonfiori intestinali.

La Cimicifuga (Cimicifuga racemosa) appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee ed è originaria del continente nordamericano; è utilizzata per ridurre le vampate di calore, e questo pare che non sia dovuto tanto ad un effetto estrogenico, quanto ad un'azione a livello centrale che coinvolge i recettori della serotonina, che sembra avere un ruolo importante in questi fenomeni. Anche la Cimicifuga non presenta effetti collaterali e può essere associata ai fitoestrogeni della Soia, per potenziarne gli effetti benefici nel ridurre le manifestazioni e i disturbi derivati dalla menopausa.
Gli effetti benefici del trattamento naturale si rendono evidenti dopo circa tre-quattro settimane (anche la terapia ormonale sostitutiva di sintesi richiede un tale intervallo di tempo, poiché l'organismo deve raggiungere un certo livello di ormoni per sentirne gli effetti) e l'assunzione va protratta per un periodo adeguato.

Il Trifoglio, Trifolium pratense, detto Red Clover dagli anglosassoni, è un'altra leguminosa ricca di flavonoidi, che si può trovare in associazione alla Soia come fonte di fitoestrogeni, che sono di tipo diverso rispetto a quelli contenuti nella Soia, perciò rendono più completo il trattamento.

IgnameUn'altra pianta molto importante per il trattamento dei disturbi della menopausa è l'Igname selvatico (Dioscorea villosa o Wild Yam), che appartiene alla famiglia delle Dioscoreacee; è una pianta erbacea rampicante, di cui si utilizza soprattutto la specie messicana, che è la più ricca di composti ormono-simili. L'Igname contiene in particolare la diosgenina, sostanza naturale simile agli ormoni umani che, essendo il precursore biologico del progesterone, è in grado di normalizzare il rapporto estrogeno-progesterone, funzione quindi importantissima per mantenere l'esatto equilibrio ormonale femminile, per cui è indicata sia per i disturbi della menopausa che per le sindromi premestruali. Per quanto riguarda la menopausa contribuisce a combatterne i sintomi tipici come vampate, stanchezza, secchezza delle mucose vaginali e maggior predisposizione alle infezioni vaginali e urinarie.
Da alcuni studi effettuati, pare che abbia influenza anche nel ridurre il consolidamento delle fratture con incremento di densità ossea, e che riduca la perdita ossea in menopausa, cosa che, se confermata, rende ottimisti per l'uso di questa pianta anche per la prevenzione dell'osteoporosi.

In associazione a queste piante tipiche per la menopausa, è bene assumerne anche altre che agiscano soprattutto a livello dell'ansia, dell'insonnia e della leggera depressione che talvolta si avverte, come il Biancospino, la Melissa, la Passiflora, l'Iperico, di cui abbiamo ampiamente parlato in precedenti articoli.
Anche la Melatonina, un ormone naturale che regola l'equilibrio fra il sonno e la veglia, è molto utile, associata a piante rilassanti, per indurre il sonno in caso di insonnia.
Sarebbe bene prevedere anche un'integrazione di sali minerali, quali calcio, zinco, magnesio, boro, fluoro e di vitamine, soprattutto la vitamina D che facilita l'assimilazione del calcio, così importante per prevenire l'osteoporosi.
Tutto ciò che abbiamo detto può servire ad affrontare al meglio la menopausa, e vivere così una seconda giovinezza il più possibile serena e spensierata.

Dott.ssa Marina Multineddu

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