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Dalla Newsletter del Maggio 2005
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LESIONI DELLA PELLE: PIAGHE, ULCERE, USTIONI


Lesioni della pelleQuesto mese voglio trattare un argomento un po' delicato, ma che ritengo sia di grande interesse per chi ha il problema di una persona anziana, o ammalata, in casa. Quelli che seguono vogliono essere solo chiarimenti e consigli, con suggerimenti utili sul comportamento più idoneo per evitare l'insorgenza di problemi legati all'età avanzata e alla degenza prolungata, ma utili anche in tante altre occasioni, tenendo presente che il consiglio del proprio medico è sempre auspicabile.
Noterete che in certi punti sarò prodiga di particolari sull'uso dei prodotti naturali che aiutano in questi frangenti, poiché ho esperienza diretta di questo argomento in quanto mia madre, novantenne, negli ultimi dieci anni ha avuto necessità di particolari cure al riguardo e, dopo un periodo iniziale di disorientamento e inesperienza, sono riuscita a superare il problema con le continue cure e premure, che in questi casi non sono mai troppe!

Capita infatti talvolta, specie nelle persone anziane o in presenza di particolari patologie, che la pelle del corpo sia soggetta a problemi di vario genere, come arrossamenti, ulcerazioni, fino a vere e proprie piaghe che sono difficili da trattare e durano molto a lungo, o addirittura difficilmente guariscono. Generalmente sono lesioni che insorgono per ischemia (dal greco "ischein" e "aima" = arresto del sangue. Indica un afflusso carente, o del tutto assente, di sangue ad un tessuto cellulare) del tessuto nel quale si formano, o per problemi di circolazione, o per compressione della parte, come nel caso di persone lungodegenti, che trascorrono quindi molte ore a letto, o in sedia a rotelle. Si parla in questo caso di piaghe da decubito (dal latino "de-cubare" = star coricato).

La compressione dei tessuti provoca una cattiva ossigenazione delle cellule, per afflusso carente di sangue, e questo porta in breve tempo alla morte delle cellule interessate, con formazione prima di chiazze brunastre e in seguito di lesioni della pelle e quindi di vere e proprie piaghe che possono comparire anche in breve tempo, pochi giorni, ma che poi per guarire impiegano anche molti mesi; in casi più gravi anche anni o addirittura non riescono a rimarginarsi, soprattutto se la causa della loro comparsa non viene eliminata.

Le piaghe da decubito si formano spesso a livello dell'osso sacro, o sui fianchi, in corrispondenza delle articolazioni fra la coscia e l'anca, oppure nei talloni, quindi dove sono presenti protuberanze ossee ed è più facile che avvenga una compressione stando coricati o seduti, soprattutto se la capacità di movimento autonomo è ridotta o assente.
La causa delle piaghe, infatti, è il poco o nullo movimento che il paziente "allettato", come oggi si dice, effettua nel letto o anche quando viene posto su una sedia a rotelle per molto tempo. Favorisce inoltre l'insorgenza di piaghe, oltre all'immobilità, l'inattività in genere, l'incontinenza urinaria e fecale, lo stato nutrizionale e l'eccessiva magrezza, o la compromissione della condizione psichica come nella demenza senile o nella malattia di Alzheimer.

Anche alcune altre patologie possono essere predisponenti per la formazione di piaghe, come l'anemia, i disturbi della circolazione periferica (vasculopatie), gli edemi, il diabete mellito e le infezioni.
Ma non solo una lunga degenza a letto o la costrizione della sedia a rotelle, comportano questo pericolo; le piaghe infatti si possono formare in qualsiasi parte del corpo soggetta a sfregamento, pressione, macerazione da sudore o urina, come ad esempio sulle narici o nelle labbra per l'uso di una sonda, o fra le dita deformate dall'artrite reumatoide, eccetera.
Si può ben capire quindi quale problema possano costituire per chi le subisce, ma anche per i familiari che vedono il proprio caro sopportare grandi disagi e sofferenze.

Aloe veraMai come in questo caso la prevenzione è la migliore arma per combattere l'insorgenza di questo problema, ed infatti bisogna far cambiare posizione il più spesso possibile all'ammalato, anche con piccoli spostamenti, almeno ogni due ore; se c'è incontinenza bisogna evitare la macerazione della pelle con cambi frequenti accompagnati da un'igiene scrupolosa con acqua tiepida e sapone di Marsiglia arricchito da olii vegetali; anche l'uso di creme emollienti e protettive, come quelle che si utilizzano per i neonati, specie se a base di burro di Karitè, spalmate in quantità generosa in modo da isolare la pelle dai liquidi biologici costituisce un valido aiuto.
Se si effettuano massaggi delle parti interessate si riattiva la circolazione sanguigna e, se si utilizza una crema alla Calendula, o l'olio di Iperico, o il burro di Karité puro, o anche il gel di Aloe vera, la pelle viene rigenerata, rinforzata ed elasticizzata e più facilmente le piaghe vengono evitate.

Anche aspergere con polveri cosmetiche adatte per tenere asciutta la parte può essere utile. Bisogna anche dotare il letto del paziente di un materassino antidecubito ad acqua, o meglio ancora ad aria, del tipo a pressione alternata, che permette anche alla persona completamente immobile di ricevere una sorta di massaggio dai settori che si gonfiano e si sgonfiano alternativamente, ogni pochi minuti.
E' bene usare un vello di montone, di pura lana e non sintetico, per evitare sfregamenti ad esempio ai gomiti e nei talloni. Far fare piccoli movimenti di ginnastica passiva, in modo molto dolce e delicato per evitare traumi, ma quotidianamente, aiuta a tenere la muscolatura in buono stato e riattiva la circolazione, oltre a giovare alle articolazioni; si possono così evitare anche contratture e rigidità articolare.

Se si osservano questi accorgimenti molto precocemente, è difficile che si formino piaghe. Ma talvolta, o per inesperienza o per sottovalutazione del problema, quando si nota che alcuni punti della pelle incominciano a diventare rossastri e quindi a scurire, questo è già un segno di necrosi cellulare (morte delle cellule, dal greco "necròs" = morto) ed è bene intervenire immediatamente con unguenti a base di piante riepitelizzanti e rigeneranti della pelle, come la Mimosa tenuiflora detta anche "albero della pelle" proprio per le sue straordinarie proprietà benefiche.

La Mimosa tenuiflora è una pianta che cresce nell'America centrale ed era conosciuta, col nome di Tepezcohuite, già al tempo dei Maya (250-950 d.C.) per le sue eccezionali capacità curative nei confronti di ustioni, ulcere, ferite che non cicatrizzano. Studi moderni hanno evidenziato la presenza di principi attivi quali Flavonoidi, Tannini e numerosi Oligoelementi, la cui sinergia potenzia notevolmente le proprietà dei singoli componenti, con capacità che vanno ben oltre quelle dimostrate da ogni singolo principio attivo.

Mimosa Tenuiflora - TepezcohuiteL'estratto di Mimosa tenuiflora, infatti, riesce a regolare la microcircolazione periferica aumentando la resistenza degli endoteli, riducendo così l'eccessiva permeabilità capillare che normalmente porta ad un'eccessiva perfusione del tessuto infiammato, con conseguente formazione di sierosità o edemi; esso riduce anche la produzione di radicali liberi conseguenti allo stress ossidativo e regola inoltre l'attività degli enzimi implicati nell'insorgenza dell'infiammazione, intervenendo anche sulla capacità di replicarsi delle cellule epiteliali, così da stimolarne la riparazione. Un'altra proprietà importante è quella di inibire la crescita batterica, preservando quindi le lesioni da eventuali infezioni. Questa capacità, importantissima in caso di piaghe e ustioni, ulcere varicose e diabetiche, può essere sfruttata anche per contrastare le infezioni acneiche.

Quando la lesione è in fase iniziale è bene utilizzare un unguento a base di Tepezcohuite; se la lesione è già più profonda e si presenta umida, è preferibile invece adoperare l'estratto secco, che, posto sulla lesione stessa, formerà una crosta scura che andrà lasciata cadere spontaneamente: questo avverrà quando la lesione sarà ormai cicatrizzata, dopo un tempo variabile che dipende dall'entità e dalla profondità della lesione stessa, da pochi giorni fino, talvolta, anche a diverse settimane. Se la piaga si forma in zone che entrano in contatto con urina e feci, si deve impedire che questo avvenga: esistono per questo scopo delle pellicole adesive, che costituiscono una sorta di "pelle" sintetica, che isola la medicazione ma fa traspirare la pelle, evitando quindi non solo il contatto con i liquidi biologici, ma impedendo anche la macerazione. La medicazione con la polvere di Tepezcohuite infatti, perché sia efficace, deve rimanere sempre asciutta e può essere lasciata in loco anche alcuni giorni, se la pellicola non si stacca prima, dando così il tempo alla lesione di cicatrizzare più facilmente. Le cure devono essere costanti e bisogna ispezionare la pelle quotidianamente, poiché in caso di insorgenza di qualche problema, l'intervento precoce potrà evitare molte complicazioni.

Dott.ssa Marina Multineddu

Il nostro assortimento di Prodotti per le lesioni della pelle

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