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Dalla Newsletter del Gennaio 2008
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LA CURCUMA


Dedichiamo questo articolo alla Cùrcuma, una pianta molto interessante per le numerose proprietà salutari che ha dimostrato sia nell'uso popolare tradizionale, sia alla luce di numerose e moderne ricerche scientifiche.

Curcuma La Cùrcuma (Cùrcuma longa) è molto conosciuta come spezia ed è utilizzata da secoli nei paesi tropicali di cui è originaria, per il suo caratteristico e gradevole aroma; infatti, entra anche nella composizione del Curry, insieme a Coriandolo, Cannella, Noce moscata, Chiodi di garofano, Peperoncino e Zenzero.
La Cùrcuma appartiene alla famiglia delle Zinziberàcee, la stessa a cui appartiene lo Zenzero, e infatti come lo Zenzero è una pianta erbacea rizomatosa, dal rizoma (fusto sotterraneo allungato e ingrossato, ricco di sostanze amidacee di riserva) di colore giallo intenso caratteristico, che rappresenta la parte officinale contenente i principi attivi che ci interessa indagare.
E' proprio il giallo rizoma che è usato per le sue qualità organolettiche come spezia dotata di proprietà aromatizzanti e digestive, nei paesi d'origine come Asia meridionale, India e Indonesia, ma anche in Africa, Antille, Brasile, Haiti e Giamaica, dove oggi la Cùrcuma è ampiamente coltivata.

Il suo nome deriva dal persiano-indiano Kour-Koum, che significa Zafferano, e infatti la Cùrcuma è anche conosciuta col nome di "Zafferano delle Indie". Già nel 600 a.C. la Cùrcuma è menzionata in un trattato di Medicina Assira, e nel primo secolo d.C. il medico Dioscòride la classificò fra le piante dotate di virtù terapeutiche. Oggi gli studi sulla Cùrcuma sono numerosissimi: diverse centinaia solo nell'anno 2000.

I fiori, bianchi o color giallo vivace, della Cùrcuma sono riuniti in una bella spiga fornita di bràttee verdi o rosa intenso che li avvolgono, mentre le foglie, con nervature ben evidenti e un lungo picciolo, possono arrivare anche a un metro di lunghezza, e forse da questo deriva il nome di Curcuma longa.
La droga (vi ricordo l'accezione originaria di questo termine, che indica la parte di pianta contenente i principi attivi) è rappresentata dal rizoma che, una volta ripulito, è fatto bollire e quindi essiccato al sole e distillato per estrarne gli oli essenziali.
Fra le numerose sostanze che la Curcuma contiene, le più importanti sono i curcuminoidi, fra i quali il più significativo è la curcumina, un composto polifenolico che dà la caratteristica colorazione gialla ai rizomi, che oggi sono utilizzati anche come coloranti alimentari con la sigla E100.

La Cùrcuma è usata nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese come disintossicante dell'organismo, in particolare del fegato; come coleretico e colagogo per i disturbi digestivi, nell’insufficienza epatica lieve con rallentato flusso biliare; come antinfiammatorio, immunostimolante e antiossidante.
E' richiesta prudenza quando vi siano calcoli alla cistifellea, proprio per l'attività coleretica e colagoga, che aumenta e fluidifica la secrezione biliare, specie se si sospetta un'occlusione, anche parziale, delle vie escretrici della bile.

Rizoma di CurcumaQueste proprietà salutari attribuite alla Cùrcuma dalla tradizione e dagli usi popolari, sono le stesse che oggi le sono riconosciute dalla medicina ufficiale alla luce delle numerosissime ricerche scientifiche: sono confermate le attività farmacologiche tradizionali, associate a una bassissima tossicità, ma gli studi hanno evidenziato anche altre importanti proprietà, come quella antitumorale.
Per questi studi si è partiti da un'indagine statistica che ha mostrato come nei paesi asiatici, in particolare l'India, in cui la Cùrcuma è utilizzata abitualmente come alimento, nella popolazione vi sia una bassissima incidenza di tumori.
Sono naturalmente necessari altri studi più approfonditi, che ribadiscano con certezza questa proprietà della Cùrcuma. Pare comunque, da studi effettuati sia "in vitro" che "in vivo", che la curcumina abbia la capacità di inibire l'angiogènesi del tumore, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni che servono per alimentarlo: in questo modo il tumore non può crescere, perché non gli arriva il nutrimento necessario. Ci auguriamo ovviamente che gli studi procedano.

Molto interessante è anche la capacità antiossidante della curcumina. E’ ormai risaputo che il metabolismo produce come materiale di scarto i famosi radicali liberi, che l'organismo stesso in parte riesce a neutralizzare con la produzione di antiossidanti endogeni come la super-ossido-dismutasi (SOD), la catalasi e il glutatione; ma quando i radicali liberi sono prodotti in eccesso ed è superata una certa soglia, come in alcune situazioni della vita, è necessario incrementare l'assunzione degli antiossidanti esogeni, cioè quelli che introduciamo normalmente con gli alimenti, ma spesso in quantità non adeguate alle necessità.
Poiché un antiossidante è una molecola che ha la capacità di trasformare i radicali liberi, altamente dannosi, in sostanze inoffensive, si capisce quanto gli antiossidanti siano importanti per proteggere la nostra salute. Infatti, lo stress ossidativo prodotto dai radicali liberi ha un ruolo determinante nella patogenesi (origine di una malattia e delle sue manifestazioni) di numerose malattie, specialmente a carico dell'apparato cardiovascolare e cerebrale, e nella formazione dei tumori.
Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato che in India, fra la popolazione che, ricordiamo, fa un uso abituale e quotidiano di Cùrcuma nell'alimentazione, vi è una bassissima incidenza di malattie degenerative cerebrali, quali Alzheimer e Parkinson, rispetto alle altre parti del mondo.

Interessante e degna di maggiori approfondimenti è anche l'attività antinfiammatoria, che pare inibire l'attività delle sostanze responsabili dell'infiammazione e del dolore.
La curcumina si è rivelata anche un buon cicatrizzante: in India nell'uso popolare tradizionale è frequente l'applicazione locale del rizoma di Cùrcuma per curare ferite, punture di insetti, malattie della pelle, varicella. In effetti, lesioni trattate con questa pianta hanno dimostrato una più rapida cicatrizzazione, e questo fatto ha stimolato alcuni studi sulle lesioni dell'ulcera. Anche in questo caso la Cùrcuma si è rivelata un buon riepitelizzante della mucosa gastrica.

L'assorbimento della curcumina da parte dell'organismo è piuttosto basso, e questo ne rende molto sicuro l'uso, poiché diventa assai difficile arrivare ad assimilarne quantità che possano rivelarsi eccessive, e quindi dannose.
Per contro, la sua bassa biodisponibilità potrebbe essere di ostacolo alla sua efficacia, ma alcune sostanze come la piperina, contenuta nel Pepe nero, e il gallato di epigallocatechina, contenuto nel Tè verde, aumentano significativamente l'assorbimento di diverse sostanze alimentari, fra cui anche la curcumina: questa azione può essere sfruttata per accrescere e ottimizzare gli effetti terapeutici.
E’ da notare altresì che sia il Pepe nero sia il Tè verde, al pari della Cùrcuma, sono tutte ampiamente utilizzate da secoli proprio dalle popolazioni orientali, che mostrano una bassa incidenza di malattie degenerative causate dai radicali liberi.

Per concludere, possiamo affermare che anche sperimentalmente è confermata l'alta potenzialità terapeutica della curcumina, la sostanza più significativa contenuta nella Cùrcuma longa, nella prevenzione di molte patologie degenerative. Dovremmo quindi cercare di inserire più di frequente questa saporita e profumata spezia nella nostra alimentazione.

Dott.ssa Marina Multineddu

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