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Dalla Newsletter del Gennaio 2010
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LA GRIFFONIA, UN AIUTO NATURALE CONTRO I DISTURBI DELL'UMORE, L'INSONNIA E I DISTURBI ALIMENTARI


GriffoniaLa Griffonia, Griffonia simplicifolia, è una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminosae, originaria delle regioni tropicali dell'Africa centro-occidentale, diffusa soprattutto in Ghana, Costa d'Avorio, Togo. La Griffonia simplicifolia è conosciuta anche con i sinonimi botanici di Bandeiraea simplicifolia, e Simplicifolia schotia.
E' un arbusto legnoso di grandi dimensioni che può raggiungere i 3 metri di altezza; predilige le zone umide, produce fiori con il calice e la corolla verdognoli, riuniti in infiorescenze a grappolo, e, essendo una leguminosa, i suoi semi sono simili a fagioli racchiusi in baccelli: la Griffonia è infatti chiamata anche "fagiolo africano".
La droga, cioè la parte di pianta farmacologicamente interessante ricca di principi attivi, è costituita proprio dai semi contenuti nei baccelli; essi hanno forma discoidale con le superfici un po' convesse, e assumono un colore rossiccio più o meno scuro, a seconda del grado di maturazione; il tempo balsamico corrisponde alla completa maturazione, quando i semi hanno un diametro di circa 2 cm, un colore nerastro, e la maggiore concentrazione di principi attivi.

L'interesse verso questa pianta in Europa è relativamente recente, ed è conseguenza dell'accelerazione che la ricerca in campo fitoterapico ha subito, in seguito ad un inconveniente verificatosi alla fine degli anni '80. Per spiegarlo, torniamo brevemente all'argomento trattato nell'articolo del mese di novembre 2009 sulla fisiologia del sonno, in cui abbiamo accennato al fatto che la Griffonia è ricca di triptofano, l'aminoacido precursore della serotonina, un neurotrasmettitore (più avanti chiariremo anche questo termine) coinvolto nel miglioramento dell'umore, della qualità del sonno, del ciclo sonno-veglia, del controllo della soglia del dolore, della termoregolazione corporea, della sessualità, della regolazione dell'appetito.
Negli anni '80, come dicevamo, si iniziò a utilizzare il triptofano sintetico (non Griffonia quindi) come antidepressivo e contro l'insonnia, ma negli USA si verificarono casi di gravi reazioni all'uso di questo aminoacido di sintesi, per cui esso fu vietato dall'FDA (Food and Drug Administration). Si scoprì in seguito che i problemi erano stati causati da sostanze estranee contaminanti contenute in una fornitura di triptofano di sintesi, ma la proibizione all'uso di integratori a base di triptofano sintetico rimase.
Questo spinse la ricerca a trovare fonti naturali di questo aminoacido, alternative ai prodotti di sintesi, e fu così che si scoprirono le virtù della Griffonia, una pianta tropicale appartenente alla medicina tradizionale africana, che entrò di prepotenza a far parte del bagaglio della moderna fitoterapia occidentale.

Oggi sappiamo che la Griffonia è ricca di 5-Hidrossitriptofano (5-HTP), un aminoacido essenziale precursore diretto della serotonina, un importante neurotrasmettitore del sistema nervoso, implicato in particolare nella regolazione dell'umore, del senso di fame e del sonno: ricordiamo che la serotonina è a sua volta un precursore della melatonina, la cui concentrazione è determinante per la fisiologia del sonno e per la regolazione del ciclo sonno-veglia (vedi ancora il nostro articolo di novembre 2009).

Neuroni e SinapsiAccenniamo ora brevemente a poche indispensabili nozioni che ci facciano comprendere la funzione e l'importanza dei neurotrasmettitori. I neurotrasmettitori sono sostanze prodotte dall'organismo a livello delle cellule nervose (neuroni), allo scopo di far comunicare le cellule stesse fra loro: i neurotrasmettitori veicolano le informazioni, che da una cellula nervosa possono così trasmettersi alla successiva.
Se osserviamo un'illustrazione schematica di una cellula nervosa, notiamo che essa è fornita da un lato di numerose ramificazioni (dendriti), e dalla parte opposta di una propaggine allungata (assone) che termina anch'essa con varie ramificazioni. Se mettiamo in serie due cellule nervose in modo da far combaciare l'assone di una cellula con i dendriti della successiva, e proseguiamo così con altre cellule, otteniamo una successione di cellule nervose che si sfiorano con le loro ramificazioni. A livello di questi punti di "sfioramento" (sinapsi), dove però non vi sono punti di vero contatto, transitano delle sostanze chimiche, i neurotrasmettitori appunto, che come un ponte mettono materialmente in comunicazione i neuroni fra loro e rendono possibile il passaggio dell'impulso nervoso fra una cellula e la successiva.
L'argomento è molto complesso, ma queste poche ed essenziali nozioni, naturalmente molto schematiche e semplificate, possono spiegare l'importanza dei neurotrasmettitori, senza i quali le cellule nervose non potrebbero comunicare; essi quindi sono fondamentali per il buon funzionamento di tutto il sistema nervoso.

Nel caso del neurotrasmettitore serotonina, il nostro organismo la sintetizza, cioè la "fabbrica", partendo dall'aminoacido essenziale triptofano (definito essenziale perché l'organismo umano non è capace di produrlo, ma è indispensabile assumerlo con gli alimenti); il 5-HTP è un passaggio intermedio di questa sintesi perciò, mediante l'assunzione di Griffonia, ricca di 5-HTP, è possibile incrementare in modo naturale i livelli di serotonina nell'organismo.
I disturbi dell'umore, l'insonnia e i disturbi alimentari possono essere causati da un difetto di funzionamento nella trasmissione degli impulsi nervosi fra i neuroni; questo difetto è spesso originato da carenza di serotonina, quindi l'integrazione con Griffonia favorisce la produzione endogena di questo neurotrasmettitore, ripristinando una condizione di normalità.

Semi di GriffoniaL'efficacia dell'estratto dei semi di Griffonia simplicifolia nel migliorare l'umore è stata ormai dimostrata da numerosi studi e sperimentazioni cliniche, realizzati a livello internazionale.
La Griffonia è infatti oggi utilizzata con buoni risultati per il trattamento di depressioni lievi o moderate (ovviamente dopo un consulto medico), anche associate ad ansia, nelle depressioni stagionali, nell'insonnia e nei disturbi del sonno che così di frequente sono associati ad alterazioni del tono dell'umore.
Alcuni studi in particolare hanno evidenziato che la Griffonia migliora la qualità del sonno incrementando la "fase REM", quella in cui si sogna (vedi ancora l'articolo di novembre 2009).
L'uso della Griffonia si è rivelato utile anche nel contrastare la cosiddetta "fame compulsiva" o "fame nervosa", che provoca spesso un desiderio incoercibile di cibo, in particolare carboidrati, e in special modo gli zuccheri semplici contenuti nei dolci.

E' importante sottolineare che il 5-HTP fornito dalla Griffonia non ha evidenziato, anche a dosaggi elevati, manifestazioni negative; la Griffonia presenta inoltre l'indubbio vantaggio di non indurre assuefazione o dipendenza.
La Griffonia è spesso associata ad altre piante contenenti principi attivi ad azione rilassante, sedativa, antidepressiva, come Melissa, Passiflora, Rodiola, Iperico, con una sinergia di azione che ne completa ed esalta l'efficacia.

Dott.ssa Marina Multineddu

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