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Dalla Newsletter del Febbraio 2013
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COLTIVARE IN CASA LE PIANTE OFFICINALI E AROMATICHE, SUL BALCONE O IN GIARDINO - SECONDA PARTE

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Coltivare le piante officinali Riprendiamo l'argomento iniziato lo scorso mese, dedicato alle piante officinali e aromatiche che si possono coltivare a casa, nei balconi o in giardino, per averle sempre a disposizione per gli usi fitoterapici e in cucina, con la descrizione di una seconda serie di piante, molto note.

Vi ricordiamo che, per maggiori informazioni sul loro utilizzo fitoterapeutico, qui solo accennato, è possibile consultare il nostro Erbario e la raccolta di articoli nella sezione Biblioteca del nostro sito.


Coltivare l'Origano Origano
L'Origano, Origanum vulgare, è una pianta aromatica erbacea perenne, comune allo stato spontaneo e ampiamente coltivata.
L'Origano cresce bene nei luoghi con clima mediterraneo, quindi caldo, soleggiato e poco piovoso. Non teme la siccità ma soffre in caso di gelate. E' sufficiente una innaffiatura settimanale, avendo cura di attendere che il terreno si asciughi prima di innaffiare nuovamente. Le foglioline di Origano, che si possono raccogliere tutto l'anno, si possono consumare fresche direttamente sulle pietanze, o si possono far seccare i rami interi, ponendoli a testa in giù, legati assieme, in una zona fresca e all'ombra. Tutti ne conoscono gli usi come condimento, come per la pizza napoletana, ma l'Origano possiede anche indubbie proprietà medicamentose. L'infuso di Origano ha infatti proprietà digestive, carminative, antispasmodiche, fluidificanti del catarro bronchiale ed espettoranti, utili in caso di digestione lenta, spasmi e gonfiori intestinali, tosse stizzosa e catarro bronchiale. Localmente è indicato per massaggi muscolari, nevralgie, e per allontanare i parassiti (pidocchi).

Rosmarino
Coltivare il RosmarinoIl Rosmarino, Rosmarinus officinalis, è il noto arbusto sempreverde le cui foglie emanano un pungente odore aromatico, dovuto ai suoi oli essenziali.
E' una pianta molto rustica della flora mediterranea, vegeta bene nei climi temperati, ma si può piantare anche in zone fredde, purché al riparo dal gelo, ed esposta in pieno sole. Si riproduce per seme e per talea, ma per disporne celermente è consigliato acquistare una piantina giovane dal fioraio e metterla a dimora sul balcone, o in giardino, per poterla utilizzare sia per i noti usi di cucina, sia per le sue proprietà officinali.
L'infuso di Rosmarino ha un'azione stimolante generale, aumenta la produzione della bile e la rende più fluida, perciò aiuta la digestione dei grassi; ha un'azione depurativa e protettrice del fegato, è diuretico, antiossidante, e stimolante delle mestruazioni.
Per uso esterno, il rosmarino è antireumatico, purificante della pelle acneica, rinforzante e normalizzante per capelli grassi e deboli.

Coltivare il Peperoncino Peperoncino
Il Peperoncino, Capsicum annuum, è una pianta erbacea originaria del Messico che nei nostri climi si comporta come annuale.
Si coltiva a partire dai semi, che devono essere messi a dimora nei mesi primaverili in vaso sul balcone, o in piena terra, sempre in pieno sole, e innaffiati regolarmente. I semi, germogliando, producono numerose pianticelle che devono essere diradate progressivamente, lasciando le più robuste, anche a gruppi di 2-3, per ottenere cespugli esteticamente più rigogliosi.
I frutti, durante il loro sviluppo, assumono le colorazioni più varie, virando dal violaceo al verde scuro, al giallo, all'arancio, e infine al rosso brillante, diventando molto decorativi.
La specie, che annovera numerosissime varietà dalle forme più svariate, è caratterizzata dalla presenza nei frutti e nei semi della capsaicina, una sostanza piccante che si avverte in modo più o meno accentuato secondo la sua concentrazione, che dipende dalla varietà, dalle condizioni ambientali in cui la pianta cresce, e dalla sensibilità individuale, che è geneticamente predeterminata. In condizioni di siccità si accentua la concentrazione di capsaicina, perciò innaffiature scarse produrranno peperoncini più piccanti.
Il Peperoncino è utilizzato in cucina come condimento, ma esso possiede anche proprietà officinali. Il suo principio attivo è proprio la capsaicina, che a dosaggio opportuno agisce come stimolante della secrezione gastrica, come antifermentativo e antiputrefattivo intestinale; per le sue proprietà rubefacenti e analgesiche è utilizzato per produrre creme o pomate utili in caso di reumatismi e dolori muscolari; in campo cosmetico si utilizza contro la caduta dei capelli, in quanto il maggior afflusso di sangue ai bulbi piliferi ne migliora lo stato nutrizionale, rinforzandoli.

Salvia
Coltivare la SalviaLa Salvia, Salvia officinalis, è la nota pianta aromatica arbustiva sempreverde, coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo.
E' una pianta rustica che cresce bene nei luoghi aridi e calcarei; si può riprodurre per seme o per talea, o si può acquistare direttamente dal fioraio o in un vivaio. Necessita di terra povera e ben drenata, che eviti i ristagni di acqua, che la danneggerebbero gravemente. Ama il pieno sole e innaffiature abbastanza scarse, anche in considerazione del fatto che la pianta in condizioni di siccità risulterà più aromatica e ricca di oli essenziali. Alla fine dell'inverno la pianta deve essere potata radicalmente, per rinnovarla e favorire un nuovo rigoglio.
Oltre che come condimento, la Salvia si utilizza per le sue proprietà medicinali, utili in caso di dispepsia, alterazioni del ciclo mestruale, menopausa, eccessiva sudorazione, nel diabete senile per le proprietà ipoglicemizzanti. L'uso della Salvia deve essere evitato durante l'allattamento, perché blocca la secrezione lattea della nutrice.

Coltivare il Timo Timo
Il Timo è rappresentato dalle due specie, Thymus vulgaris e Thymus serpillum, piante erbacee perenni alte fino a 30-40 cm, emananti un profumo aromatico molto caratteristico, forte e gradevole.
Si possono coltivare a partire dal seme, per talea o per propaggini, o asportando da esemplari selvatici piccole porzioni di pianta fornite di alcune radichette, che ne permetteranno l'attecchimento; ovviamente, le possiamo reperire anche dal fioraio o in un vivaio.
Entrambe le specie vegetano bene in pieno sole su terreno povero e ben drenato; necessitano di innaffiature regolari, poiché hanno un apparato radicale piuttosto superficiale, tuttavia sono abbastanza resistenti alla siccità.
Le due specie hanno proprietà simili, dovute agli oli essenziali che contengono. Sono attive in modo particolare sulle vie respiratorie: esercitano infatti un'attività antisettica, bechica ed espettorante, utile in caso di tosse con catarro, tosse spasmodica e in tutte le affezioni dell'apparato respiratorio. Possono essere utilizzate anche per fumenti (suffumigi) fluidificanti delle secrezioni catarrali, per calmare la tosse e in caso di sinusite.
Il Timo volgare ha un'azione più energica rispetto al Timo serpillo, mentre quest'ultimo è più delicato e risulta meglio tollerato.

Zafferano
Coltivare lo ZafferanoColtivare lo Zafferano, Crocus sativus, dà veramente molta soddisfazione. Bisogna disporre di vaschette grandi e piuttosto profonde, o meglio ancora di un giardino, con terriccio leggero e ricco, possibilmente concimato con stallatico ben maturo qualche tempo prima di iniziare la coltivazione.
Poiché la selezione operata su questa bulbosa ha prodotto esemplari che non producono semi fertili, per iniziare la coltivazione è necessario acquistare i primi bulbi in un vivaio o in un consorzio agrario, scegliendoli grandi e sani.
Essi devono essere interrati in luglio-agosto a circa 20 centimetri di profondità e innaffiati con regolarità, ma non eccessivamente. In ottobre spunteranno i germogli, che produrranno un ciuffo di sottili foglioline, al centro delle quali spunteranno i fiori color viola-lilla intenso, molto belli e con una leggera profumazione dolce e delicata.
I fiori devono essere colti ogni giorno al mattino presto, e il più velocemente possibile si devono asportare, con le dita appena unte di olio extravergine di Oliva, i tre lunghi filamenti rossi, gli stimmi, cioè la parte femminile del fiore, che devono essere disposti vicino ad una fonte di calore, ad esempio un caminetto acceso, su una carta da pane o su carta da cucina; oppure si può scaldare il forno fino a farlo diventare tiepido, quindi spegnerlo e porvi i fiori ad asciugare. I fiori ben essiccati si possono riporre in una bustina realizzata con la cartaforno, o in un piccolo vasetto di porcellana o terracotta.
Quando i bulbi concluderanno il loro ciclo vegetativo, le foglie si seccheranno. L'anno successivo, a fine agosto, riprendendo le innaffiature germoglieranno nuovamente e allora si noterà che saranno diventati più numerosi, perché si saranno formati nuovi bulbilli che, crescendo, fioriranno arricchendo la vostra piccola piantagione di Zafferano. Dopo 3-4 anni i bulbi devono essere recuperati e spostati, perché il terreno sarà impoverito, e si dovranno piantare in un altro vaso con nuovo terriccio, o in un'altra zona del giardino.
Oltre che per i nostri risotti e per tutti gli altri usi di cucina, possiamo utilizzare lo Zafferano per le sue proprietà antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi, eupeptiche, digestive, carminative, in caso di dispepsia, fermentazioni intestinali. Esso agisce anche come emmenagogo e sedativo uterino, in tintura per dolori gengivali; riduce la fame nervosa per la sua azione benefica sul sistema nervoso, e, in dosaggio generoso, ha proprietà afrodisiache.

Dott.ssa Marina Multineddu

Trovate numerose indicazioni su come utilizzare le piante officinali nella sezione: Erbe Officinali

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