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Dalla Newsletter del Settembre 2013
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IL MIGLIO, UN PICCOLO CEREALE PER LA BELLEZZA NATURALE DI CAPELLI E UNGHIE


Il Miglio per la bellezza dei capelliIl Miglio, Panicum miliaceum, è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Gramineae, o Poaceae, conosciute comunemente come Graminacee.
E' considerato uno dei cosiddetti cereali minori, insieme a Orzo, Farro, Kamut, Avena, Segale, non perché inferiore come caratteristiche organolettiche e nutrizionali, ma perché meno coltivato e consumato rispetto ai cereali maggiori, Frumento , Riso, Mais, così definiti per la loro maggiore diffusione e il più largo consumo.
Anticamente si riteneva che il nome Miglio, Milium per i Latini, derivasse dal latino "mille", per via del gran numero di granelli contenuti nella spiga; attualmente i filologi ritengono che la parola, che si ritrova in forme parallele nelle lingue greca, germanica, slava e celtica, abbia una radice comune nel latino "moliri", cioè macinare, che allude all'uso dello sfarinato di questa Graminacea, nota sicuramente da molto tempo all'umanità.

La pianta ha un portamento cespitoso con culmi, i fusti tipici delle Graminacee, numerosi e robusti, con un'altezza media variabile dai 50 ai 150 centimetri.
Le sue foglie sono lanceolate, larghe, vellutate, guainanti; i fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia lassa e disordinata, pendente da un lato, formata da racemi di spighette; il frutto è una piccolissima cariosside (1000 pesano solo 5-6 grammi) globosa, leggermente schiacciata, lucida, di colore variabile, secondo la varietà, dal giallo chiaro, al giallo dorato, al rosso più o meno scuro.
Il ciclo colturale del Miglio è molto breve, esaurendosi in tre-quattro mesi; le piante si adattano a diversi climi e tipi di terreno e resistono bene alla siccità, mentre sono sensibili al freddo e ai ristagni idrici.
La varietà Panicum miliaceum album, o Miglio bianco, è la più comune in Italia e in Europa, mentre altre varietà, come il Panicum miliaceum luteum, Panicum miliaceum nigrum, Panicum miliaceum bicolor, sono più comuni nei paesi a clima molto caldo e arido, essendo molto resistenti al calore e alla siccità.

Pianta di MiglioIl Miglio è noto da lungo tempo all'uomo e sembra che la sua origine, non del tutto certa, debba collocarsi nell'Asia Orientale. In Europa la sua coltivazione del risalirebbe ad epoca preistorica, come dimostrano alcuni reperti archeologici, mentre pare che in Italia sia giunto circa tre secoli prima dell'Era Cristiana, e che fosse conosciuto da tempo ancora più remoto dai Greci, che anticamente lo chiamavano "élumos". In epoca Romana, il Miglio era piuttosto diffuso e utilizzato, ma è il medioevo il periodo in cui conobbe la sua massima diffusione nell'alimentazione umana, poiché, per la sua ricchezza in proteine, poteva sostituire la carne nei periodi di astinenza prescritti dalla Chiesa.
Insieme agli altri cereali minori, era consumato anche ai tempi dei Sumeri, e gli antichi Romani lo utilizzavano abitualmente, come testimoniano gli scritti di Varrone (116-27 a.C.), il quale affermava che il Miglio si conservava bene anche per 100 anni, se lo si riponeva in pozzi chiusi, esaltandone così il valore, sia per la lunga conservabilità che per il suo valore nutritivo.
In seguito, la coltivazione di cereali dotati di maggiore produttività ne andò progressivamente sostituendo la diffusione, che diventò marginale, finché l'uso del Miglio fu riservato quasi esclusivamente agli usi zootecnici, specialmente come componente di mangimi per piccoli volatili.
Il Miglio ha invece ancora oggi grande importanza per l'alimentazione umana in alcuni paesi Africani ed Asiatici.

In Italia, fino all'arrivo dall'America del Mais, rappresentò un alimento basilare soprattutto nell'Italia settentrionale, dove era consumato come una polentina.
Al presente, in Italia il Miglio non è molto usato: è considerato infatti generalmente un mangime per gli uccelli, dei quali migliora l'aspetto e la bellezza del piumaggio.

Spiga di MiglioOggi la diffusione del Miglio in Italia non è molto estesa, e questo a detrimento della biodiversità delle colture e della fruibilità di un alimento molto valido, gustoso, facilmente digeribile, ricco di elementi nutritivi preziosi per l'organismo umano, utile specialmente per la bellezza delle pelle, dei capelli e delle unghie.
Attualmente si osserva una riscoperta di questo particolare cereale per le sue grandi proprietà nutritive, adeguate per l'alimentazione macrobiotica e vegetariana, e come indispensabile ingrediente di integratori per migliorare gli annessi cutanei.
Il Miglio possiede infatti un elevato valore dietetico, poiché contiene amido, proteine (11%), colina, lipidi, lecitina, sali minerali, vitamine, fibra grezza; è ricco in particolare di silicio, ferro, calcio, fluoro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, vitamine A ed E, vitamine del gruppo B, fra cui niacina, acido folico, e vitamina B6. Queste caratteristiche ne fanno un ottimo alimento per irrobustire tutti i tessuti connettivi, i tendini, le ossa, lo smalto dei denti, i capelli, le unghie e la pelle.

Le proteine del Miglio contengono aminoacidi solforati, che favoriscono la formazione della cheratina, sostanza che si trova nella cute e nei suoi annessi, come unghie e capelli, dei quali promuove la vitalità e la bellezza (e non a caso lo si somministra ai piccoli volatili per esaltare la bellezza del piumaggio, che è ricco di cheratina). La molecola della cheratina è strutturata come una scala a chiocciola, i cui "gradini" sono costituiti da aminoacidi, fra i quali sono particolarmente importanti quelli solforati, come la Cistina a la L-Cisteina, contenenti cioè zolfo, un atomo che reagisce con altro zolfo stabilizzando la struttura della cheratina.
Carenze anche non eccessive di aminoacidi solforati possono indurre fragilità dei capelli, che si indeboliscono, formano le cosiddette "doppie punte" per scissione longitudinale della struttura, e possono cadere in quantità eccessiva. Si può assistere così ad un diradamento della chioma, poiché la crescita di nuovi capelli non riesce a rimpiazzare i capelli che cadono in quantità abnorme.

MiglioIl Miglio contiene inoltre acido silicico, che fornisce il minerale silicio, molto utile per l'elasticità e il vigore di tutto l'apparato osteoarticolare, e per la robustezza dei capelli e delle unghie. Un consumo regolare di Miglio nell'alimentazione aiuta a mantenere una bella chioma e unghie forti ed elastiche, oltre a giovare alla pelle, allo scheletro e alle articolazioni.

L'assunzione come alimento deve essere quotidiana e regolare, e ciò non è difficile, poiché lo si può cucinare nei modi più svariati, aggiunto semplicemente alle minestre di verdure o, una volta lessato, sotto forma di polpettine, crocchette, timballi, oppure rosolato in padella con verdure ecc.
Se non si riesce ad consumarlo regolarmente come alimento, il Miglio può essere assunto come integratore alimentare specifico, che contenga estratti concentrati che garantiscano un sufficiente apporto dei suoi preziosi nutrienti.
E' consigliato in modo particolare per ridurre e contrastare un'eccessiva perdita di capelli, e per rinforzare unghie fragili e sfaldate.
Non contiene glutine, per cui è adatto ai celiaci; inoltre, essendo un cereale alcalinizzante, è utile per mantenere costante l'equilibrio acido-base dell'organismo.
Per le sue proprietà, è spesso utilizzato come ingrediente fondamentale nella formulazione di numerosi prodotti cosmetici e integratori erboristici per la salute e la bellezza dei capelli e degli annessi cutanei.

Dott.ssa Marina Multineddu

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Alimenti Biologici
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