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Dalla Newsletter del Gennaio 2014
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LE PROPRIETÀ ERBORISTICHE DEL SAMBUCO


SambucoIl Sambuco, Sambucus nigra, è una pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, dal portamento arboreo o arbustivo.
Alta mediamente 6-7 metri, può raggiungere anche i 10-12 metri di altezza; presenta talvolta un fusto eretto indiviso, ma più spesso è ramificato e cespuglioso fin dalla base, con la corteccia che, invecchiando, assume un colore grigio chiaro e una consistenza crostosa-suberosa con profonde fissurazioni verticali; essa è dotata di lenticelle verrucose brune, strutture pluricellulari che interrompono la continuità del rivestimento esterno, assicurando gli scambi gassosi.
Le foglie composte sono decidue, opposte, formate da 5-7 foglioline dal margine seghettato.
I piccoli fiori bianco latte, profumati, sono ermafroditi e sbocciano fra aprile e giugno, formando belle infiorescenze a ombrella molto appariscenti, costituite a loro volta da corimbi; i fiori, appassendo, assumono un color crema giallognolo.
I frutti sono piccole bacche globulari (drupe) commestibili, contenenti due o tre semi, che a maturità assumono un colore nero-violaceo lucente.
Il Sambuco è una pianta rustica di facile coltivazione, è poco esigente e si adatta a tutti i tipi di terreno; è diffusa in un vasto areale nei boschi della fascia mediterranea e in Italia cresce fino alle zone montane anche otre i 1000 metri, fra i ruderi, lungo siepi, fossi, greti dei ruscelli, strade e linee ferroviarie, in luoghi umidi e ben soleggiati.

Il nome di genere, Sambuco, sembra derivare dal nome di un antico strumento a corde di origini orientali in uso presso gli antichi Greci e Romani, Sambuchè (derivato a sua volta dal greco sambykè) simile a una piccola arpa, perché il legno dei vecchi tronchi del Sambuco, molto duro e compatto, si presta bene ai lavori al tornio e alla fabbricazione di detti strumenti. Un'altra ipotesi etimologica afferma che dai rami giovani della pianta, resi cavi svuotandoli del midollo, fosse fabbricato una sorta di flauto. Il termine nigra allude evidentemente al colore nero dei frutti.

Infiorescenza di SambucoLa pianta di Sambuco è conosciuta ed utilizzata da lungo tempo nella medicina tradizionale come una panacea per le sue virtù officinali: furono trovati resti di bacche di Sambuco in insediamenti risalenti al neolitico, varie citazioni di questa pianta sono presenti nelle opere di Plinio il Vecchio, Ippocrate e Teofrasto. In passato gli si attribuivano anche poteri magici contro spiriti, dèmoni e streghe, ma la storia del Sambuco è legata soprattutto all'uso farmacologico, alimentare e cosmetico.

La droga, ossia la parte di pianta contenente i principi attivi dotati di proprietà medicinali, è costituita principalmente dai fiori e dai frutti, ma è conosciuto un utilizzo officinale anche della corteccia e delle foglie. Ciascuna parte contiene sostanze caratterizzanti che conferiscono proprietà differenti.
I fiori contengono principalmente olio essenziale, flavonoidi, acido clorogenico, acidi organici, mucillagini e tannini.
I frutti, eduli, sono caratterizzati dalla presenza di flavonoidi, tannini, antociani (sambucina, sambucianina), glicosidi cianogenetici (sambunigrina, nei semi), tracce di olio essenziale, zuccheri, acidi organici, vitamine A e C, e fattori del complesso B.
Nella corteccia interna sono presenti sali di potassio, glucosidi flavonici, colina, zuccheri, tracce di olio essenziale, glicosidi cianogenetici (sambunigrina), l'alcaloide sambucina, tannini.

I fiori esplicano attività diaforetica (sudorifera), diuretica ed emolliente, i frutti sono lassativi, la corteccia interna è considerata diuretica e, a forti dosi, emeto-catartica (stimolante il vomito e purgativa).
L'infuso al 5% dei fiori di Sambuco, spesso associati ai fiori di Tiglio, è utilizzato nella medicina popolare come diaforetico nelle malattie da raffreddamento, in presenza di febbre, nelle infiammazioni dell'apparato respiratorio e nelle affezioni reumatiche; le mucillagini sono emollienti, i flavonoidi esplicano un'azione sfiammante e diuretica.
Ai fiori sono attribuite anche proprietà lassative e antiemorroidarie. In passato il decotto di fiori di Sambuco era adoperato per pediluvi contro la gotta.
I fiori possono essere adoperati come correttivo del sapore nelle tisane lassative, o in cucina nelle insalate, nelle macedonie, e per preparare frittate o frittelle impastellate. Le infiorescenze leggermente appassite e private dei piccioli si possono aggiungere al mosto d'uva per aromatizzare e favorire la spumantizzazione.

Frutti di SambucoI frutti possono essere consumati freschi, o utilizzati per la preparazione di marmellate, gelatine, liquori, vini, aceto aromatizzato, e dolci di vario genere. Essi erano utilizzati anche per preparare un decotto concentrato (rob di Sambuco), e una conserva dalle proprietà diaforetiche che, consumata ad un dosaggio superiore agli 8 grammi, ha proprietà lassative.
Con le bacche mature è possibile confezionare uno sciroppo, utilizzando il succo miscelato con miele scaldato a bagnomaria, che si può utilizzare per la tosse e le affezioni delle vie respiratorie, mescolandolo ad esempio con il latte caldo. Lo sciroppo è gradito anche per la sua bontà, come una vera ghiottoneria per il suo sapore piacevole, ottimo se aggiunto al gelato.
Il succo ottenuto dalla pressione delle bacche sembra avere proprietà antibatteriche e antinevralgiche contro le nevralgie del trigemino; inoltre, esso contiene discrete quantità di vitamine del complesso B.

La corteccia interna, utilizzata come decotto, è considerata purgativa e diuretica, particolarmente indicata nelle cistiti, anche se può causare un po' di dissenteria.

L'infuso di foglie fresche è depurativo per fegato e reni; le foglie fresche erano utilizzate, contuse in un mortaio e miscelate con aceto e poco sale, per applicazioni tramite una garza su ascessi dentari, mentre le foglie essiccate e polverizzate, applicate in piccola quantità nel naso, possono aiutare a bloccare l'epistassi (sangue dal naso).

Anticamente, le popolazioni germaniche ottenevano dalla contusione delle bacche una tintura che adoperavano per dipingersi il corpo in occasione di guerre o di battute di caccia.

Fiori di SambucoIl succo ricavato dai frutti era usato per tingere fibre naturali in varie tonalità del viola, come colorante del cuoio, o come una sorta di inchiostro; con le foglie si può produrre un colorante verde, mentre dalla corteccia si ricava un colorante nero.
L'uso cosmetico del Sambuco è abbastanza limitato: con i fiori si può preparare una lozione tonica, decongestionante e schiarente per il viso, utile per normalizzare la secrezione sebacea nelle pelli grasse e impure.

Tutta la pianta, ma soprattutto i frutti acerbi, possono causare intossicazione, per cui l'uso deve essere limitato e non protratto a lungo; occorre perciò accertarsi che i frutti siano utilizzati ben maturi, poiché quelli acerbi contengono una percentuale maggiore di glicosidi cianogenetici (che sviluppano acido cianidrico), che possono essere tossici.
I fiori e le foglie, applicati freschi sulla cute, ne provocano la forte infiammazione con eritema e flittène (vescica ripiena di liquido).
Se si stanno già assumendo farmaci diuretici, si deve evitare l'assunzione dell'infuso dei fiori, dall'azione diuretica, per evitare effetti di sommazione.

Dott.ssa Marina Multineddu

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Prodotti depurativi
Prodotti per le difese immunitarie
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