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Dalla Newsletter del Luglio/Agosto 2015
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COLTIVARE IN CASA LE PIANTE OFFICINALI E AROMATICHE, SUL BALCONE O IN GIARDINO - TERZA PARTE

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Coltivare lepiante officinali sul balconeRiprendiamo un argomento già affrontato tempo fa in due precedenti articoli, quello delle erbe e piante con proprietà officinali che è possibile coltivare da soli sul balcone e in giardino, che possono essere utili per la nostra salute, per preparare le nostre tisane, o per gli usi di cucina.
L'occasione per scrivere questo nuovo articolo ci è stata data dall'intervista che ho rilasciato al settimanale Donna Moderna, proprio su questo argomento (leggi l'articolo pubblicato sulla rivista)

Nei precedenti due articoli (dedicati rispettivamente alle piante officinali e alle piante aromatiche) abbiamo descritto le proprietà, le indicazioni, i consigli su come coltivare e come utilizzare l'Aloe vera, la Calendula, la Lavanda, la Malva, la Melissa, la Menta, l'Origano, il Rosmarino, il Peperoncino, la Salvia, il Timo e lo Zafferano.
In questo nuovo articolo approfondiremo l'argomento per il Tarassaco, l'Acetosella, l'Echinacea, il Biancospino, la Camomilla, il Coriandolo, la Verbena.

TarassacoTarassaco
Il Tarassaco, Taraxacum officinale, è una pianta erbacea perenne spontanea, infestante dei prati e degli incolti, appartenente alla famiglia delle Composite, che cresce dalla pianura e fino a 3000 metri di altitudine.
È dotato di proprietà officinali in ogni sua parte, dal rizoma alle foglie, e alle sommità fiorite; ha proprietà stimolanti della secrezione biliare, diuretiche e depurative generali, ma soprattutto epatiche. Il Tarassaco è digestivo e antidispeptico (contrasta la difficoltà di digestione, gastrica o intestinale), si utilizza per l'atonia gastrica e intestinale, come blando lassativo, nell'insufficienza epatica, per la ritenzione idrica, e per combattere la mancanza persistente di appetito.
Per utilizzarle a scopo medicinale e averle sempre disponibili, le foglie del Tarassaco si raccolgono in primavera e si fanno essiccare all'ombra, conservandole in sacchetti di tela o in vasi di vetro. Le radici si estirpano in settembre-ottobre, o in febbraio, prima che la pianta riprenda lo stadio vegetativo, e si conservano allo stesso modo, ben essiccate.
Il Tarassaco si coltiva per seme, che può essere raccolto direttamente in campagna dai soffioni prima che il vento li disperda. Si può coltivare in piena terra o in vaso, purché ampio e profondo, seminandolo in primavera direttamente a dimora, in posizione soleggiata, in qualunque tipo di terreno; la pianta resiste alla siccità, ma, se la si vuole utilizzare regolarmente nei periodi caldi e siccitosi, deve essere innaffiata periodicamente. Se le foglie si seccano, riprendendo le innaffiature la pianta incomincia nuovamente a vegetare dal profondo rizoma, che sopravvive.
Forma una rosetta di foglie che si tagliano alla base per utilizzarle (dal rizoma rispunteranno poi regolarmente) sia a scopo medicinale, fresche o essiccate all'ombra, oppure come ottima insalatina dal sapore piacevolmente amaro; le parti meno tenere si consumano lessate, condite con poco olio extravergine di oliva, o saltate in padella, o anche in frittata. Anche i boccioli fiorali possono essere consumati crudi in insalata insieme alle foglie più tenere, o conservati sott'aceto. Le radici si utilizzano a scopo medicinale, o lessate in insalata, o crude come i ravanelli, ma l'utilizzo delle radici distrugge la pianta.

Acetosella
AcetosellaL'Acetosella, Oxalis acetosella, è una piantina erbacea perenne diffusa nei prati e nei boschi umidi e ombrosi, somigliante al Trifoglio, dal quale si può distinguere per il sapore acidulo caratteristico delle sue foglie. Si trova spesso anche nei giardini, perché è piuttosto decorativa, con le sue foglie trilobate verde chiaro brillante a forma di cuore e i fiori di colore bianco-rosato, o rosa intenso di alcune varietà, che sbocciano in primavera, verso aprile-maggio.
L'apparato radicale rizomatoso ne consente la coltivazione mediante divisione dei cespi radicali, da porre preferibilmente in terreni leggeri e poveri di calcio in zone ombrose, preferibilmente in piena terra, o in vaschette abbastanza capienti. Tollera anche il pieno sole, se la si annaffia regolarmente e si mantiene il terreno sempre umido e fresco e ben drenato. Si può anche seminare mettendo a dimora i semi 2-3 mesi prima della fioritura.
L'Acetosella è ricca di acido ossalico, vitamina C, mucillagini, che le conferiscono proprietà diuretiche, depurative, anti-scorbuto, rinfrescanti, utili soprattutto per eliminare le tossine e drenare i liquidi in eccesso in caso di ritenzione idrica. Poiché è ricca di ossalati è però controindicata a chi soffre di calcoli renali o gotta.
L'Acetosella si utilizza solo allo stato fresco, come decotto di radici o infuso delle foglie, perché con l'essiccazione perde le sue proprietà. Si possono masticare le foglie fresche per alleviare le infiammazioni del cavo orale. In cucina si può adoperare per insaporire le pietanze al posto del limone: è ottima nelle insalate; in estate si può aggiungere alle zuppe di verdure fredde come aromatizzante.

Echinacea Echinacea
Il genere Echinacea, appartenente alla famiglia delle Composite (la famiglia delle Margherite), comprende tre specie officinali utilizzate in fitoterapia: Echinacea angustifolia, Echinacea purpurea, Echinacea pallida, tutte egualmente utilizzate come piante medicinali, spesso in associazione. Sono piante erbacee poliennali, spontanee nei prati e nei boschi negli stati meridionali degli Stati Uniti d'America, che possono essere coltivate anche nei nostri territori, apprezzate per la bellezza dei loro fiori, simili a margherite, dal colore rosa pallido o intenso secondo la varietà.
Le Echinacee si coltivano in piena terra, per seme, per talea radicale o per divisione dei cespi; si semina in semenzaio e le piantine si mettono a dimora dopo circa due mesi di coltura. Amano le posizioni molto soleggiate, anche se le piante si adattano alla mezz'ombra, ma senza produrre fiori. Non temono il freddo, ma richiedono innaffiature regolari, in quanto la scarsità di acqua causa facilmente l'appassimento delle foglie e compromette la fioritura. Non ha particolari esigenze riguardo al tipo di terreno, che deve essere sempre ben drenato, poiché i ristagni d'acqua danneggiano le radici.
Le proprietà medicinali delle Echinacee sono soprattutto quelle di aumentare le difese dell'organismo, in quanto immunostimolanti e antinfiammatorie a livello generale, mentre a livello locale hanno proprietà batteriostatiche, cicatrizzanti e riepitelizzanti. Sono indicate per prevenire le malattie da raffreddamento, come la sindrome influenzale e altre patologie su base infettiva. Per uso esterno, le Echinacee sono adatte per contrastare dermatosi, acne, couperose.
Le proprietà officinali dell'Echinacea sono insite soprattutto nelle radici, di cui si possono fare decotti, ma è possibile utilizzare anche le parti aeree, fiori e foglie, per preparare infusi.
L'uso di preparati estemporanei di Echinacea non sarebbe la forma ideale di assunzione, in quanto non è possibile ottenere infusi o decotti dalla concentrazione conosciuta e stabilita, che per questa particolare pianta è determinante per l'efficacia terapeutica. Si possono comunque utilizzare infusi o decotti di Echinacea da assumere in via preventiva per prepararsi all'inverno, con circa 1 grammo di pianta infusa in una tazza di acqua bollente per dieci minuti; oppure con 1 grammo di radici fatte bollire per dieci minuti in 200 ml di acqua, coperte; di entrambi i preparati si assumono 2-3 tazze al giorno, dopo averli filtrati, per 15-20 giorni al mese.
La forma ideale di assunzione nella moderna fitoterapia resta comunque l'estratto secco titolato, l'estratto fluido o la tintura madre.

Biancospino
BiancospinoIl Biancospino, nelle due specie officinali Crataegus monogyna e Crataegus oxyacantha, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee, con rami che formano larghi palchi, con fioritura molto profumata di piccoli fiori bianchi delicati riuniti in ombrelle; i frutti color rosso brillante virano al granato scuro a maturazione. La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è costituita dai fiori, in minor misura dalle foglie.
Il Biancospino ha proprietà sedative del sistema nervoso centrale, un'azione ipotensiva per vasodilatazione periferica, coronaro-dilatatrice, e calmante cardiaca. E' indicato in caso di tachicardia, aritmia cardiaca di natura ansiosa, palpitazioni, insonnia nervosa, ansia.
La coltivazione del Biancospino, essendo una pianta spontanea, è piuttosto facile: si può riprodurre per talea o per margotta, o si può semplicemente seminare all'inizio della primavera raccogliendo i semi in campagna, quando i frutti rossi sono diventati color granato scuro perché giunti a maturazione. Si coltiva in giardino in piena terra, poiché è un arbusto che può raggiungere anche diversi metri di altezza, in luoghi soleggiati; è possibile comunque coltivarlo sul balcone, purché in un vaso molto ampio e profondo, ma la pianta resterà di dimensioni contenute.
Il Biancospino ama terreni calcarei, non teme il freddo, deve essere innaffiato regolarmente, specie se in vaso, e anche in piena terra fino a che non raggiunge una certa dimensione.
Le infiorescenze si raccolgono in marzo-aprile, insieme a tutto il rametto e a qualche foglia, quando sono in boccio o appena sbocciati; si possono utilizzare freschi o essiccati per infusi dal gusto delicato e piacevole, o per tisane miscelati con altre piante rilassanti, come Melissa, Passiflora, Verbena odorosa.
I fiori sono usati anche nella preparazione di un vino medicinale, da assumere come rilassante, calmante cardiaco e coadiuvante per lieve ipertensione.
I frutti sono talvolta adoperati per confezionare una delicatissima marmellata.

Camomilla Camomilla
La Camomilla, Matricaria chamomilla, è una pianta erbacea annuale dal portamento un po' strisciante, che in piena fioritura diventa eretto, raggiungendo i 30 centimetri di altezza.
Ha proprietà sedative per il sistema nervoso centrale, esercita un'attività spasmolitica sull'apparato gastrointestinale, favorisce il flusso mestruale, è antinfiammatoria, cicatrizzante, analgesica e antinevralgica. E' indicata in caso di insonnia, spasmi gastroenterici, gastrite, nevralgia, dolori mestruali. Per uso esterno si utilizza per lavaggi e impacchi nelle infiammazioni oculari, congiuntiviti, blefariti, orzaioli.
Si può utilizzare anche durante la gravidanza e l'allattamento, e nell'infanzia.
Se vogliamo coltivare la Camomilla per usufruire tutto l'anno dei suoi capolini con le loro virtù salutari, possiamo seminarla in primavera direttamente a dimora, in giardino o in vaso, in esposizione soleggiata, innaffiando regolarmente, ma senza causare ristagni di acqua: i semi germinano dopo circa 15 giorni. Quando la pianta giunge a fioritura, si possono raccogliere i capolini appena sbocciati prima che sfioriscano, al mattino e in giornate asciutte, per farli essiccare all'ombra in luogo ventilato, in modo da poterli conservare e averli disponibili anche in inverno. Le piantine devono essere ombreggiate per proteggerle dai raggi diretti del sole, se la temperatura fosse molto elevata.
A fine estate, si possono lasciare sulla pianta alcuni fiori perché producano i piccolissimi semi, che, cadendo sul terreno, germoglieranno spontaneamente l'anno successivo, alla ripresa delle innaffiature, se il terreno non viene dissodato.

Coriandolo
CoriandoloIl Coriandolo, Coriandrum sativum, è una pianta erbacea annuale dall'odore caratteristico, con proprietà officinali indicate specialmente per il benessere dell'apparato digerente. La droga è costituita dai frutti (solitamente chiamati semi), che sono efficaci in caso di meteorismo, flatulenza, dispepsie fermentative e putrefattive intestinali, atonia gastrica, dolori colici.
La coltivazione del Coriandolo non presenta particolari difficoltà, può essere seminato in primavera, sia in vaso che in giardino, per avere disponibili sia le foglie fresche da utilizzare in cucina, sia i frutti da usare come ingrediente per tisane carminative contro i gonfiori intestinali, o come condimento.
Si mettono a dimora i frutti che, innaffiati regolarmente, germinano circa in una settimana e da ogni frutto sferico, contenente due veri semi, nasceranno due piantine che raggiungeranno i 50-60 centimetri di altezza.
Le foglie giovani e tenere si consumano fresche, nelle insalate o nei risotti, mentre i frutti si utilizzano essiccati, interi o ridotti in polvere.
I frutti si raccolgono a fine estate, quando la pianta ingiallisce, tagliando i rami che devono essere fatti essiccare all'ombra in luogo ventilato, riuniti in mazzetti: da questi, battendoli per farli cadere, si otterranno i frutti.
I semi hanno un sapore caratteristico un po' pungente, si adoperano solitamente come spezia per ricette di carne e salse arabe o messicane, nel curry, e per il chutney indiano, pur essendo il Coriandolo una pianta originaria del Mediterraneo, usata in molte ricette dell'antica Roma.

Verbena Verbena odorosa
La Verbena odorosa, Lippia citriodora, ha foglie dotate di proprietà officinali che emanano un caratteristico profumo aromatico di Limone, da cui deriva il nome specifico citriodora; è chiamata anche Erba Cedrina, Limoncina, Erba Luigia, Lippia.
L'infuso ha proprietà digestive, antispasmodiche, stomachiche, carminative, calmanti e sedative, indicate per alleviare dispepsie e dolori gastrici, ipotonia digestiva, coliche addominali, flatulenza, ma anche ansia, agitazione nervosa, turbe del sonno.
La Verbena odorosa può essere coltivata sia in giardino in piena terra, sia in vaso, purché di grandi dimensioni, poiché è una pianta arbustiva che può raggiungere anche un paio di metri di altezza. Il terreno deve essere ben drenato, eventualmente con aggiunta di sabbia, poiché questa pianta non sopporta bene i ristagni di acqua, ma in estate ama comunque le innaffiature frequenti. L'esposizione deve essere soleggiata e al riparo dal vento, ad esempio davanti ad un muro esposto a sud o a est, poiché la Verbena odorosa, originaria dell'America del Sud, ama il caldo e non sopporta bene il gelo. Nei climi freschi, solitamente, in inverno perde le foglie, che ricompaiono puntualmente con grande rigoglio in aprile-maggio, specie se avremo potato i rami troppo lunghi per favorire l'accestimento.
La Verbena odorosa si può propagare per talea legnosa, oppure per seme, in semenzaio riparato in luogo caldo. Le giovani piantine devono essere trapiantate in vasetti per far loro sviluppare un buon apparato radicale, e, se si desidera trasferirle in piena terra, è necessario attendere almeno un anno.
Nelle zone molto fredde è preferibile metterle a dimora in grandi vasi, da ricoverare all'interno in pieno inverno.
Le profumatissime foglie si raccolgono in estate o nel primo autunno, raccogliendo i rami in mazzetti da far essiccare all'ombra.
Per preparare una tazza di infuso, si versa un cucchiaio di foglie in 200 ml di acqua bollente, si copre per non disperdere le componenti volatili, e si lascia in infusione 10 minuti, quindi si filtra. Si possono bere 2-3 tazze di infuso al giorno, dopo i pasti principali e/o prima di coricarsi.

Dott.ssa Marina Multineddu

Trovate numerose indicazioni su come utilizzare le piante officinali nella sezione: Erbe Officinali

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