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Dalla Newsletter del Settembre 2016
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DISTURBI INTESTINALI, SINDROME DEL COLON IRRITABILE, INTOLLERANZE ALIMENTARI: RIMEDI NATURALI E SUGGERIMENTI UTILI


Disturbi intestinali
L'apparato digerente (o gastroenterico, o gastrointestinale) è costituito da un canale che possiamo suddividere in diverse parti, che assumono struttura anatomica e funzioni specifiche diverse, tutte finalizzate a provvedere e rifornire continuamente l'organismo di sostanze nutritive, acqua, sali minerali, vitamine, mediante l'assunzione degli alimenti. Essi non possono essere assimilati dall'organismo così come li assumiamo con l'alimentazione, ma devono essere scomposti nei loro costituenti fondamentali più semplici tramite la digestione, un complesso processo fisiologico costituito da trattamenti di tipo meccanico, biochimico, enzimatico, in modo da renderli assimilabili dalle pareti intestinali.
Gli organi ghiandolari che corredano il tubo digerente provvedono all'immissione in esso di secrezioni legate sia alle funzioni digestive, che a quelle di assorbimento: sono le ghiandole salivari, situate nel capo, il fegato e il pancreas, nell'addome, numerose altre cellule ghiandolari, deputate alla secrezione dei succhi gastrici, contenute nelle pareti dello stomaco.
Le sostanze scomposte, risultanti alla fine di questo lungo e complesso procedimento, sono assorbite direttamente dalle pareti intestinali, attraverso le quali sono quindi riversate nel torrente circolatorio, per venire infine distribuite a tutti i distretti dell'organismo.
La digestione quindi è un processo che coinvolge non solo lo stomaco, ma anche gli altri tratti del tubo digerente, e implica una successione cronologicamente armoniosa delle secrezioni orali, gastriche, duodenali, biliari e pancreatiche.

Quando viene alterata una qualunque di queste fasi, si può determinare uno squilibrio che a sua volta può causare disturbi di vario genere, che possono interessare uno o più distretti dell'apparato digerente.
I disturbi che solitamente ricorrono con più frequenza sono le infiammazioni della mucosa della bocca, come le afte, la presenza di aria nello stomaco e/o nell'intestino (meteorismo), con eruttazioni e flatulenza, l'acidità di stomaco, i rigurgiti acidi causati dalla lassità del cardias, la "valvola" che separa l'esofago dallo stomaco, a causa di quello che viene definito reflusso gastro-esofageo, la pesantezza gastrica o il dolore a carico dello stomaco, denominato genericamente col termine di gastrite.
Se invece i disturbi interessano il colon, cioè il cosiddetto "grande intestino" o "intestino crasso", questo disturbo è definito talora colite, ma più propriamente sindrome dell'intestino irritabile (IBS, dall'inglese Irritable Bowel Syndrome), o sindrome del colon irritabile.

Sindrome del colon irritabile
Ad accentuare i problemi che possono alterare il fisiologico funzionamento del colon, interviene molto spesso lo stress, quando esso risulti eccessivo, per cui l'organismo tende a riversare su di esso le emozioni e le apprensioni che disturbano la realtà e la vita di ciascun individuo. Le funzioni digestive, infatti, e il colon in particolare, sono regolate dal sistema neurovegetativo, la parte del sistema nervoso non controllabile dalla volontà, molto sensibile alle emozioni e alle stimolazioni psichiche: in presenza di uno stress che l'organismo percepisce come eccessivo, il sistema nervoso vegetativo può reagire con una esagerata iperattività, tale da causare vari disturbi, fra i quali sono molto frequenti i disturbi digestivi e le alterazioni della fisiologia del colon.
La sindrome del colon irritabile può essere definita come una sindrome funzionale, si presenta senza che vi sia alcuna reale alterazione o lesione organica, parassitaria o infiammatoria, come avviene nel caso delle coliti infiammatorie vere e proprie, come le rettocoliti e le coliti ulcerose, in cui vi è la presenza di evidenti lesioni della mucosa, e che richiedono trattamenti specifici.

La sindrome del colon irritabile è caratterizzata da frequenti dolori crampiformi di tipo spastico localizzati all'addome, con stipsi alternata a diarrea ad andamento cronico o ricorrente, accompagnati talvolta da disturbi dispeptici, quali nausea, senso di ripienezza e meteorismo.
Questa sindrome è di chiara origine psicosomatica ed è molto legata allo stato ansioso del soggetto che la patisce: essa costituisce un vero e proprio campanello di allarme lanciato dall'organismo tramite la sofferenza del colon, cioè da quella parte dell'intestino che è particolarmente sensibile allo stress, alla vita frenetica, ma anche a una scorretta alimentazione, seppure non esistano dimostrazioni che un rigido regime dietetico abbia un ruolo determinante nel trattamento del colon irritabile; tuttavia è sempre opportuno evitare quei cibi che sono normalmente mal tollerati, oltre a provvedere a che le funzioni intestinali siano regolari e fisiologiche.
Nella variante della sindrome del colon irritabile con stipsi, è bene ricorrere a fibre delicate, come ad esempio quelle contenute nella crusca di Avena, al posto di quelle del Frumento, che sono più irritanti e possono causare fermentazioni e gonfiori.

Da queste considerazioni si può dedurre che questi disturbi sono delle vere e proprie somatizzazioni viscerali delle nostre ansie, dello stress continuo a cui andiamo incontro con la vita moderna talora frenetica. Perciò vale la pena talvolta di soffermarsi per "ascoltare" il nostro corpo che ci sta chiedendo aiuto e, se possibile, cercare di aiutarlo con trattamenti il più possibile naturali e delicati e che non abbiano controindicazioni, poiché bisogna tenere conto del fatto che essi sono solo sintomatici e dovranno essere ripetuti periodicamente nel tempo, posto che i disturbi che vanno a trattare non "guariscono" mai definitivamente, poiché dipendono non da un'alterazione funzionale dell'intestino, ma dal nostro carattere ansioso, che è assai difficile modificare.

Gemme di Fico (Ficus carica)
Gemme di Fico (Ficus carica)
La fitoterapia si avvale dell'azione di una pianta molto diffusa nell'area mediterranea, il Fico comune o Ficus carica, di cui si utilizzano i giovani germogli e le gemme: da essi si ricava un estratto, definito perciò gemmoderivato.
Le gemme fresche del Ficus carica sono la parte più interessante della pianta dal punto di vista fitoterapico, e ne costituiscono la droga, cioè la parte di pianta contenente i principi attivi, costituiti da enzimi digestivi come proteasi, lipasi e diastasi, simili come valore digestivo a quelli pancreatici, oltre a vitamina A, vitamina C, e cumarine. I principi attivi del Ficus carica hanno la capacità di regolarizzare la secrezione gastroduodenale e la motilità intestinale, riducono la secrezione acida, gli spasmi della muscolatura liscia del colon, esercitando nel contempo un'azione antinfiammatoria. Inoltre, grazie alle sue proprietà enzimatiche, il gemmoderivato di Ficus carica è utile anche in caso di atrofia della mucosa gastrica, nelle dispepsie, e nella sindrome da ipotrofia del tubo digerente.
La caratteristica prevalente delle gemme fresche del Ficus carica si esplica in particolare nella sintomatologia delle manifestazioni psicosomatiche dei soggetti ansiosi, che somatizzano l'ansia a livello viscerale. Esse agiscono direttamente e in modo mirato sull'apparato gastroenterico e sulla principale causa del Colon Irritabile, cioè l'ansia e lo stress, riducendone la somatizzazione sull'apparato gastrointestinale; infatti, il Ficus carica è benefico anche per la gastrite e l'ulcera, quando siano di natura psicosomatica. La sua azione è, come dicevamo, sintomatica, poiché non elimina le cause del disturbo, che si innesca a causa delle ansie e del carattere ansioso dell'individuo, perciò la sua assunzione deve essere programmata e ripetuta varie volte durante l'anno.
Solitamente i periodi più critici per il manifestarsi della sindrome del colon irritabile sono i cambi di stagione, in particolare la primavera e l'autunno, quindi all'inizio di questi periodi si programmerà a priori l'assunzione del Ficus carica gemmoderivato per circa due mesi, allo scopo di prevenire l'insorgenza dei disturbi, come gli spasmi addominali, il gonfiore e il meteorismo, la diarrea o al contrario la stipsi, o entrambe, che si possono alternare senza una causa apparente. Se necessario, in particolari periodi di stress, si può prolungare il trattamento senza alcun timore, poiché il Ficus carica gemmoderivato non ha controindicazioni di sorta o effetti collaterali.
In questo modo si ottengono lunghi periodi di benessere, che si possono estendere indefinitamente ripetendo in qualunque momento il ciclo di trattamento periodicamente e secondo le necessità individuali. Per maggiori informazioni sulle proprietà del Ficus carica rimandiamo al nostro precedente articolo "Dalle gemme del Fico, il rimedio naturale per il colon irritabile".

Fermenti lattici probiotici
Giova inoltre al benessere intestinale, in ogni caso e ancor di più se si è soggetti alla sindrome del colon irritabile, anche l'assunzione periodica ripetuta di fermenti lattici probiotici vivi, attivi e gastroresistenti, possibilmente associati a prebiotici, le fibre come l'inulina, contenuta in particolare nella Cicoria, che li alimentano e ne agevolano la replicazione nell'intestino; essi favoriscono la formazione di una flora batterica intestinale equilibrata, che scongiuri le disbiosi e contribuisca, mediante la presenza di batteri benefici, acidogeni, che costituiscono una barriera e contrastano lo sviluppo di batteri patogeni nocivi, alcalogeni, i quali colonizzando l'intestino ne causano il dismicrobismo perturbando l'equilibrio dell'ecosistema intestinale, aumentando le putrefazioni e la formazione di fastidiosi gas, oltre a favorire i disturbi che caratterizzano la sindrome del colon irritabile.

Aloe vera
Aloe vera
Ai fermenti lattici possono essere associate piante carminative che riducano il gonfiore e gli spasmi della muscolatura intestinale, come il Finocchio, l'Anice verde, l'Anice stellato, il Cumino, il Cardamomo, il Carvi, che riducono le fermentazioni, migliorano la digestione, e rendono più armonica la peristalsi evitando i dolori spastici; e inoltre l'Altea, il succo di Aloe vera, lo Zenzero, la Malva, la Camomilla, la Melissa, la Liquirizia, la Boswellia, l'Olivo, per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti delle mucose intestinali, e che, sotto forma di complessi resinosi e mucillaginosi, formano un film protettivo che protegge la mucosa dal contatto con le sostanze irritanti.
Utile anche l'azione dell'estratto di semi di Pompelmo (o GSE, acronimo di "Grapefruit Seed Extract), che con la sua azione antimicrobica favorisce la pulizia selettiva dell'intestino e contribuisce all'equilibrio microbico intestinale, specie in associazione alle fibre solubili vegetali prebiotiche, come quelle estratte dall'amido di Mais, e alle mucillagini emollienti e antiossidanti, come quelle dell'Aloe vera, coadiuvando la salute della flora batterica intestinale. Il GSE, infatti, possiede proprietà battericide, antimicotiche, antivirali, e antiparassitarie ad ampio spettro, che consentono una purificazione selettiva dai microrganismi patogeni, senza tuttavia aggredire la flora fisiologica, ma anzi l'estratto di semi di Pompelmo favorisce e accelera la guarigione delle lesioni della mucosa gastro-intestinale.

Semi di pompelmo
Semi di pompelmo
Le fibre prebiotiche, oltre a facilitare lo sviluppo di una flora batterica intestinale fisiologica, sopperiscono alla carenza di fibre di un'alimentazione scarsa di frutta e verdura; inoltre, poiché sono in grado di assorbire grandi quantità di acqua, agiscono da regolatore delle funzioni intestinali, sia in caso di transito intestinale rallentato quando è presente stipsi, sia troppo accelerato, per cui contribuiscono a ridurre l'irritabilità dell'intestino.
Assai benefica risulta anche l'integrazione di enzimi derivati da maltodestrine fermentate, quali amilasi, lipasi, proteasi, glucoamilasi, lattasi, cellulasi, endofitasi, attive alla temperatura corporea, che consentono una completa digestione dei principi alimentari come carboidrati, proteine, grassi, fibre, zuccheri, latticini; in particolare l'endofitasi consente un maggiore assorbimento dei minerali presenti nei vegetali. Si evita così che cibi indigeriti giungano nell'intestino provocando fermentazioni, gonfiore, flatulenza e meteorismo.

Da segnalare anche l'azione benefica dell'Argilla verde ventilata, di cui si parla diffusamente nel precedente articolo dedicato all'Argilla, a cui rimando per approfondimenti.

Accenniamo a un'altra possibile causa di disturbi intestinali: le intolleranze alimentari, che si possono definire come una reazione sfavorevole dell'organismo a cibi ben determinati, ma solitamente di uso comune e perciò apparentemente "insospettabili".
La reazione di intolleranza non coinvolge il sistema immunitario e gli anticorpi IgE (Immunoglobuline E, un gruppo di anticorpi connessi alle reazioni allergiche), infatti le intolleranze si presentano con manifestazioni meno violente e drastiche rispetto alle allergie, e possono determinare sintomi comuni, quali gonfiori addominali, cefalea, capogiri, astenia, cambiamenti di peso, magrezza non giustificata, e perciò non sempre sono facilmente individuabili. Alcune intolleranze alimentari sono dipendenti dalla quantità dell'alimento che viene assunto e dalla frequenza dell'assunzione, come se fosse necessario il raggiungimento di una "soglia" perché l'intolleranza si manifesti.
I cibi che caratteristicamente e più di frequente possono essere causa di intolleranze sono il latte, che contiene lattosio, e alcuni cereali, o più propriamente il glutine in essi contenuto.

Intolleranza al lattosio
Intolleranza al lattosio
L'intolleranza al lattosio nell'adulto è abbastanza frequente, e si manifesta per la mancanza dell'enzima lattasi che scinde il lattosio, il principale zucchero del latte, nei suoi componenti glucosio e galattosio. Il lattosio indigerito perviene inalterato nell'intestino, dove viene fatto fermentare dalla flora intestinale, causando formazione di gas e quindi gonfiore e tensione addominale, flatulenza, meteorismo e, spesso, diarrea. Per ovviare a questi inconvenienti i soggetti particolarmente sensibili devono evitare di ingerire il lattosio, che può essere presente, oltre al latte e ai suoi derivati, in svariati alimenti, o come additivo in alcuni insaccati o vari alimenti commerciali, in certi farmaci e integratori alimentari. Talvolta non è necessario evitare completamente l'ingestione di lattosio, in quanto alcuni individui mostrano di avere una certa tolleranza, per cui i disturbi si manifestano solo superando un determinato valore-soglia, che ciascuno dovrà tener presente.
Esistono tuttavia integratori naturali contenenti l'enzima lattasi, spesso associati a un pool di utili enzimi, che ne esaltano e potenziano l'azione; essi possono essere assunti come prevenzione quando si prevede di ingerire alimenti contenenti lattosio, in modo da ridurre al minimo gli eventuali disturbi intestinali, e, mediante l'associazione con piante carminative come il Finocchio si può ovviare al meteorismo, e con la Melissa si possono ridurre gli spasmi intestinali. Ovviamente si dovrà fare attenzione ad assumere, in questo caso, fermenti lattici privi di lattosio.

Intolleranza al glutine
Intolleranza al glutine
Più complessa è l'intolleranza al glutine, la frazione proteica contenuta nei cereali. Essa può manifestarsi in due differenti modi: la celiachia vera e propria e la sensibilità al glutine.
Esiste, infatti, una variante definita di recente Sensibilità al Glutine Non Celiaca (o NCGS = Non-Celiac Gluten Sensitivity), cioè una pseudo-intolleranza per la quale l'individuo manifesta i sintomi della cosiddetta malattia celiaca, pur non essendo affetto da celiachia, cioè la vera intolleranza al glutine, e che trae comunque giovamento da una dieta priva di glutine. La sensibilità al glutine non celiaca è meno severa rispetto alla celiachia.
La celiachia (dal greco koiliakòs = addominale), o malattia celiaca, è una malattia cronica autoimmune dell'intestino tenue, che può coinvolgere soggetti di qualunque età geneticamente predisposti, i quali, alimentandosi con cibi contenenti glutine subiscono danni alla mucosa dell'intestino tenue, accompagnati, anche se questo non avviene sempre, da tutto il corredo di sintomi come dolori addominali, diarrea alternata a costipazione, malassorbimento, anemia, dimagrimento, fino a un ritardo della crescita nel bambino, poiché la malattia si manifesta solitamente dopo lo svezzamento, quando vengono introdotti nella dieta del bimbo alimenti contenenti cereali, e quindi glutine. Talvolta i sintomi possono essere extraintestinali e del tutto atipici, e di difficile interpretazione, tanto che la diagnosi corretta avviene solo in età adulta. La celiachia deve essere quindi individuata con certezza mediante test specifici, essendo la completa assenza di glutine nella dieta l'unica cura possibile. Anche nella scelta di preparati fitoterapici e integratori alimentari, sarà quindi indispensabile scegliere prodotti senza glutine.

E' indubbio che, nel manifestarsi delle intolleranze alimentari, giochi un ruolo basilare la predisposizione genetica, tuttavia esse possono essere favorite o aggravate anche da fattori estrinseci, come lo stress, l'alimentazione scorretta, le alterazioni e il dismicrobismo della flora batterica intestinale che, come abbiamo detto, è fondamentale per la giusta fisiologia di tutto l'apparto intestinale, e non solo.

Dott.ssa Marina Multineddu

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