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Dalla Newsletter del Novembre 2016
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PROPRIETÀ E USI DELLA PROPOLI ALLA LUCE DELLE MODERNE CONOSCENZE


Propoli
La Propoli è una sostanza di natura sostanzialmente vegetale che si rinviene negli alveari. La sua produzione deriva, secondo la teoria più accreditata, dall'attività di alcune api operaie bottinatrici, che "bottìnano" resine e altre sostanze balsamiche su germogli, foglie e cortecce di diverse specie di piante, come Abeti, Betulle, Ippocastani, Olmi, Ontani, Pioppi, Pini, Querce, Salici e, nei luoghi tropicali, Palme.
Questa ipotesi sulla genesi della Propoli ha trovato una conferma nella corrispondenza fra alcune sostanze polifenoliche presenti in gemme, foglie e germogli di alcune piante, analoghe a quelle che si possono ritrovare anche nella composizione della Propoli, a conferma della sua fondamentale origine esogena rispetto alle api. Le sostanze vegetali resinose, raccolte dalle api bottinatrici durante le ore più calde della giornata, nelle quali risultano più morbide e malleabili, subiscono successivamente all'interno dell'alveare varie fasi di trasformazione mediante un arricchimento enzimatico ad opera di altre api operaie, che le rielaborano con aggiunta di cere, secrezioni salivari ed enzimi secreti da particolari ghiandole: questa operazione di trasformazione delle sostanze vegetali originarie produce come risultato finale un materiale peculiare per aspetto, consistenza, odore, colore, e soprattutto proprietà: la Propoli.

La Propoli è dura e scagliosa se la temperatura ambiente è bassa, ma intorno ai 21°C diviene più morbida e malleabile, mentre a circa 65°C essa fonde. A temperatura ambiente la Propoli si presenta come una sostanza cerosa e resinosa di consistenza dura e pastosa, un po' collosa, di colore variabile dal giallo-bruno al marrone scuro, a volte quasi nero, con riflessi verdastri. Ha un odore aromatico caratteristico, dovuto al suo contenuto in resine, che richiama vagamente la Cannella e la Vaniglia, e bruciando emana una tenue fragranza. Il sapore invece è deciso, resinoso, asprigno e amarognolo, per alcuni intenso ma gradevole, piuttosto sgradevole per altri.
Fra le varie specie di api, le maggiori produttrici di Propoli sono le api asiatiche, caucasiche e cipriote, in confronto all'ape italiana o ape ligustica (Apis mellifera ligustica Spinola, sottospecie dell'Apis mellifera Linnaeus), che ne produce una quantità inferiore (ma ha il grande pregio di essere un'ape rustica e poco aggressiva, molto adattabile ai cambiamenti, e perciò da difendere e incrementare). Questo fatto può spiegare il motivo per cui in un recente passato l'uso della Propoli era diffuso soprattutto nei paesi dell'Est Europeo, mentre oggi il suo utilizzo si è diffuso ed è presente nella cultura di tutti i paesi dell'area mediterranea, anglosassone e americana.

Propoli grezza
Propoli grezza
Il termine Propoli deriverebbe, secondo alcuni, dal greco antico "pro" (= davanti, in difesa), e "polis" (= città), con riferimento al fatto che gli antichi apicoltori avevano notato che le api accumulano rilevanti quantità di Propoli all'ingresso dell'alveare, e utilizzano questa sorta di "cemento" per chiudere le fessure dell'arnia e difenderla dal freddo durante l'inverno, ma anche da eventuali piccoli predatori o parassiti esterni, o da animali più grandi, come lucertole o topolini, oltre che per "mummificare" corpi estranei di varia natura e le carcasse di animali invasori uccisi dalle api, troppo grandi per poterli espellere dall'alveare; questa pratica, simile ad una sorta di "imbalsamazione", serve per evitare l'insorgere di processi putrefattivi, che potrebbero danneggiare le api stesse e le provviste accumulate per il loro sostentamento, mettendo a rischio la vita della comunità. Da ciò la deduzione che la Propoli abbia la funzione di proteggere l'alveare, cioè la città, o "polis", delle api.
Altre ipotesi fanno derivare il termine Propoli dal latino "pro" (= a favore di) e "polire" (= pulire, lisciare, rifinire), in relazione al fatto che le api utilizzano la Propoli per intonacare e levigare le pareti all'interno dell'alveare prima di costruire i favi con la cera, e inoltre per rivestire le pareti interne delle cellette che ospiteranno la covata: questo comportamento rimarcherebbe la funzione antisettica e igienizzante della Propoli, che costituirebbe un sorta di verniciatura disinfettante delle cellette, prima che la regina vi deponga le uova.
La Propoli è utilizzata in definitiva dalle api per molteplici scopi: come materiale da costruzione, come difesa, come igienizzante e antisettico dell'alveare.

La produzione di Propoli ad uso commerciale si effettua asportando periodicamente la sostanza grezza dalle arnie mediante la loro pulizia; la quantità raccolta sarà tanto maggiore quanto più spazi verranno lasciati fra i vari componenti dell'alveare, permettendo così all'apicoltore, insieme a vari altri accorgimenti, di allestire le arnie secondo il suo fabbisogno di questo interessante prodotto. La produzione media può variare da 150 grammi fino a 300 grammi per ogni alveare.

Propoli grezza
Propoli grezza
L'uso a scopo disinfettante e igienizzante della Propoli da parte delle api, osservato da apicoltori particolarmente attenti, ne ha forse fatto intuire le potenzialità come sostanza medicinale ad uso umano (e in seguito anche veterinario), tanto che essa è entrata già da tempo a far parte della medicina popolare, particolarmente in Russia, dove sappiamo che la produzione della Propoli era particolarmente abbondante per la naturale propensione delle api caucasiche. Ma già lungo il corso dei millenni la Propoli è stata adoperata variamente come medicamento: gli antichi Egiziani la utilizzavano come una delle componenti per la mummificazione dei defunti; Aristotele nel IV secolo a.C. nomina l'uso della Propoli nel suo trattato "Storia degli animali" come rimedio per la pelle e le piaghe; altri autori e medici greci e latini citano la Propoli quale rimedio medicinale, così come vari trattati Arabi di medicina; gli antichi Romani dotavano i soldati di un "pronto soccorso" a base di Propoli per la medicazione delle ferite; nel continente Americano gli Incas la apprezzavano come rimedio per la febbre; nel Medio Evo essa era utilizzata come antisettico per l'ombelico dei neonati e per le affezioni della bocca, ma gli esempi sarebbero ancora numerosi.
Da rimarcare il fatto che, quando gli antibiotici erano ancora sconosciuti, certamente l'azione antisettica della Propoli è stata nel tempo un importante presidio terapeutico.

La composizione chimica della Propoli è molto complessa e può variare secondo il luogo di raccolta e la vegetazione presente, la stagione e altre variabili che ne hanno reso difficoltoso lo studio e la sua determinazione, ma le numerose analisi iniziate a partire dai primi anni del 1900, effettuate tramite il frazionamento delle sue principali componenti, ne hanno individuato la composizione media, che si può riassumere nella presenza di circa il 50-60% di resine e balsami (terpeni, gomme, oli essenziali acidi), il 40% di cere (acidi grassi, ossiacidi, lattoni), il 5-10% di oli essenziali e acidi aromatici, il 5% di sostanze estranee, come il polline, e il 5% di costituenti polifenolici, con prevalenza di composti a struttura flavonoide, aldeidi, cumarine, acido benzoico e caffeico, oligoelementi e vitamine.
I polifenoli, e in particolare la componente flavonoide, solubile in alcool etilico, costituiscono la frazione più importante e caratterizzante dal punto di vista fitoterapico per le sue particolari e apprezzabili proprietà salutistiche e perciò risulta la parte più studiata e analizzata della Propoli: in essa si distinguono galangina, pinocembrina, quercetina, crisina, acacetina e kampferide.

I vari flavonoidi esplicano ciascuno un particolare effetto farmacologico distinto, ma nel loro complesso costituiscono l'insieme delle proprietà della Propoli "in toto".
Altre sostanze di natura aromatica presenti nella Propoli hanno rivelato proprietà batteriostatiche e battericide, come gli acidi benzoico, ferulico, caffeico, cinnamico, miristico, oltre a vanillina, composti cumarinici, eugenolo e altri.
Vista la complessità delle analisi necessarie per caratterizzare la composizione della Propoli, impossibile da attuare per ogni lotto di materia prima e per i prodotti da esso derivati, onde semplificarne la valutazione analitica si è adottata la convenzione di esprimere il titolo in galangina, per certificarne la qualità e la sua standardizzazione. Allo stato attuale delle conoscenze, tuttavia, la composizione chimica esatta della Propoli non è ancora perfettamente conosciuta, a causa della sua complessità e dei suoi numerosissimi componenti, che possono variare, come già accennato, secondo la stagione, il luogo e le specie su cui è raccolta la parte vegetale che ne costituisce la base.

Propoli
Propoli
Sappiamo quindi che le proprietà della Propoli erano note già dai tempi antichi, ma la sua attività terapeutica è stata confermata dagli studi effettuati a metà circa del secolo scorso, quando è stato dimostrato, mediante diverse sperimentazioni, che essa svolge un'attività biologica dai numerosi e svariati effetti terapeutici, attribuiti principalmente ai pigmenti flavonoidi, ma è indubbio che l'attività terapeutica della Propoli è il risultato dell'attività della sua composizione "in toto", mediante la complessa azione sinergica di tutti i suoi numerosi e svariati costituenti attivi.

Le sperimentazioni hanno rivelato che la Propoli svolge un'azione battericida contro numerosi batteri, oltre a mostrare anche una apprezzabile attività antivirale soprattutto su alcuni virus influenzali e, inoltre, su alcuni virus delle piante, azione fitofarmacologica che può essere utilizzata in agricoltura biologica.
La Propoli palesa inoltre un'azione antimicotica (antifungina), particolarmente verso diversi funghi della pelle.
Fra le sue numerose proprietà terapeutiche sappiamo anche che è cicatrizzante: facilita la rigenerazione dei tessuti mediante lo stimolo su molteplici azioni enzimatiche, che la rendono utile in campo dermatologico per trattare ustioni, piaghe da decubito, eczemi di natura microbica.
È antinfiammatoria e anestetizzante su pelle e mucose, azione che si dimostra particolarmente valida per i problemi della cavità orale, come afte, stomatiti e gengiviti.
È immunostimolante e antiossidante, azione che aiuta l'organismo a contrastare l'effetto deleterio dei radicali liberi, e inoltre preserva dall'irrancidimento, proprietà che potrebbe essere sfruttata in campo alimentare, per ridurre il copioso utilizzo attuale di conservanti di sintesi, che certamente non giovano alla salute.
Oltre a ciò, la presenza di flavonoidi nella sua composizione giustifica la sua azione vasoprotettiva sull'apparato vascolare.
La Propoli è poco attiva invece su lieviti e aspergilli, ed è inattiva contro l'Escherichia coli.

Alla luce delle sue numerose e svariate proprietà, l'impiego salutistico della Propoli trova campi di utilizzo molteplici e diversificati, come i disturbi dell'apparato respiratorio, le infezioni delle vie urinarie, gli squilibri della flora intestinale e alcune forme diarroiche, i problemi cutanei e delle mucose.
L'apparato respiratorio e otorinlaringoiatrico sono gli ambiti in cui si possono massimamente apprezzare le sue potenzialità per il trattamento di patologie come raffreddore, influenza, riniti, faringiti, tonsilliti, laringiti, otiti e sinusiti, oltre a quelle che coinvolgono direttamente l'apparato broncopolmonare, come bronchiti, tossi secche e poco produttive, broncopolmoniti, per le quali la Propoli è un ottimo coadiuvante terapeutico che, utilizzato in associazione, può supportare le terapie farmacologiche.

Oggi la Propoli è spesso utilizzata nelle forme galeniche più attuali, conseguenza di moderni e lunghi studi, che hanno messo in risalto la maggiore efficacia della Propoli nella forma depurata da cere, polline, peli di api, impurità e residui dell'alveare; tale forma depurata la rende maggiormente biodisponibile, più gradevole, facilmente utilizzabile, in definitiva più attiva ed efficace, facilitando e favorendo inoltre l'osservanza del trattamento fitoterapico da parte del paziente. L'uso della Propoli purificata riduce anche le eventuali reazioni di tipo allergico, che in qualche caso sembrano essersi verificate in soggetti sensibili, da attribuire sostanzialmente alle impurità contenute nella Propoli grezza, il cui utilizzo tal quale è preferibile evitare, sia per via interna, sia per uso topico. La Popoli grezza inoltre può dar luogo, con l'uso prolungato come dentifricio o collutorio, ad un ingiallimento dei denti, inconveniente che non si verifica con la Propoli purificata.

Alveare
Proprio il vasto campo di azione ha favorito il nascere di numerosi e svariati preparati a base di Propoli, adatti a molteplici utilizzi per adulti e bambini, come estratti idroalcolici e glicolici, sciroppi antinfluenzali e per la tosse, compresse effervescenti, perle masticabili, estratti granulari solubili, caramelle da succhiare, spray orali, nasali e aerosol, specifici per l'apparato respiratorio e orofaringeo; macerati oleosi, creme, pomate, unguenti, dopobarba, prodotti solari, per gli usi dermatologici e cosmetici; dentifrici, collutori, spray orali anche non alcolici, soluzioni idroalcoliche e glicoliche, compresse orosolubili, perle masticabili per l'igiene della bocca e dei denti e per disturbi come afte, stomatiti, gengiviti; bagnoschiuma, detergenti intimi, saponette, saponi liquidi, deodoranti, per l'igiene e la cura della persona; shampoo, lozioni, gel e balsami per l'igiene del cuoio capelluto, in particolare per capelli grassi e contro la forfora; saponi, creme, detergenti, tonici, maschere e ciprie per pelli impure, grasse e/o acneiche; rossetti, stick, unguenti, per le labbra screpolate e come coadiuvanti per il trattamento dell'herpes labiale; e inoltre prodotti esclusivi per uso veterinario, sia per uso esterno che interno.

Tutti i prodotti a base di Propoli trovano indicazioni specifiche contro le varie patologie a cui abbiamo accennato, e spesso essa è associata sinergicamente a fitoterapici come l'estratto di semi di Pompelmo (GSE) e il Tea Tree Oil, che ne potenziano l'azione antimicrobica; o piante e oli essenziali per l'apparato respiratorio dalle proprietà balsamiche, fluidificanti delle secrezioni catarrali, espettoranti, emollienti, antitussive, che ne supportano l'azione, come Eucalipto, Timo, Menta, Mirto, Sambuco, Erisimo, Grindelia, Piantaggine, Altea, Rosolaccio (Papavero rosso), Drosera, Agrimonia; o febbrifughe come Salice e Spirea; oppure immunomodulanti come Echinacea, Uncaria, Basilico santo (Tulsi), o Acerola e Rosa canina come fonti di vitamina C; o ancora decongestionanti delle vie nasali come Amamelide e Eufrasia; oppure piante che trovano indicazione negli unguenti balsamici pettorali come Pino silvestre, Mirto, Jojoba, e per gli usi dermatologici lenitivi o antiacne, come Calendula, Karitè, Camomilla, Aloe, Rosa mosqueta, Bardana; la Propoli inoltre può essere associata all'Argilla verde ventilata o all'Argilla bianca per maschere astringenti, disinfettanti, antiacneiche, e al Miele come lenitivo; in particolare da segnalare il Miele di Manuka della Nuova Zelanda e dell'Australia, dotato di proprietà germicide, antivirali, antibatteriche e antibiotiche naturali, e immunomodulanti, indicato in caso di affezioni dell'apparato respiratorio come mal di gola, tosse, influenza.

Dott.ssa Marina Multineddu

Trovate il nostro assortimento di prodotti a base di propoli nelle sezioni
I prodotti dell'alveare
Prodotti per i disturbi delle vie respiratorie e del cavo orale
Prodotti per le difese immunitarie
Prodotti per le pelli impure
Fitoterapici per gli animali domestici
Antimicotici
Cosmetici per la cura dei capelli
Prodotti per l'igiene delle orecchie
Saponi e detergenti

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