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Dalla Newsletter del Febbraio 2017
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LE SOLUZIONI NATURALI CONTRO ANSIA, STRESS, INSONNIA, DISTURBI DELL'UMORE, DEPRESSIONE


ansia, stress, insonnia, disturbi dell'umore, depressione
Quando si parla di stress, nel sentire comune solitamente ci si riferisce a uno stato mentale e/o fisico negativo dell'organismo, causato da sollecitazioni sfavorevoli (stressor) provenienti dall'ambiente esterno, siano esse di natura fisica o psichica, che producono grande disagio: si sente, infatti, affermare spesso "sono stressato", da persone che vivono uno stato di malessere psicofisico generalizzato.

Lo stress in realtà dovrebbe essere una reazione normale in risposta alle consuete sollecitazioni dell'ambiente. Questa reazione fisiologica vantaggiosa (eustress, dal greco eu = bene, buono), che dà tono ed energia all'organismo e alla mente, è comparsa durante l'evoluzione umana per una finalità ben precisa: essa serve per preparare l'organismo ad affrontare un evento improvviso solitamente sfavorevole, mediante modificazioni biologiche di natura neurovegetativa, ormonale, immunitaria, che consentono di migliorare le capacità di resistenza dell'organismo, potenziandone le capacità di adattamento. Mediante la reazione allo stress positivo si genera, infatti, una serie di risposte rapide, valide per affrontare ad esempio un pericolo improvviso: l'accelerazione del battito cardiaco e degli atti respiratori aumentano l'irrorazione del sangue al cervello e ai muscoli, che possono rispondere con maggiore rapidità all'evento pericoloso e consentono di sfuggirlo (fenomeno definito come "sindrome di lotta o fuga"), con un ritorno successivo altrettanto pronto allo stato di normalità, una volta superato il momento critico.
Accade tuttavia che uno stress intenso, prolungato, e/o ripetuto, anche se originato da eventi non necessariamente negativi, come il matrimonio, la nascita di un figlio, un trasloco, o decisamente negativi come un lutto, il divorzio, difficoltà lavorative, il pensionamento se vissuto negativamente, o problemi inerenti la sfera sessuale, sia vissuto come una condizione nociva in grado di influenzare lo stato di salute dell'individuo, che viene sottoposto a situazioni di forte disagio e a manifestazioni ansiose.

Rodiola
Rodiola
Quando l'ansia diventa una condizione persistente e pervasiva, l'organismo vive uno stress acuto negativo (distress, dal prefisso greco dys che ha valenza negativa) che può causare modificazioni della sua fisiologia e generare alterazioni fisiche e psicologiche che innescano comportamenti di "sopportazione-resistenza", i quali, a lungo andare, possono sfociare in un logorio eccessivo, con esaurimento delle risorse organiche e psichiche, causando manifestazioni cognitive, emotive e comportamentali negative, quali senso di spossatezza, astenia, scarsa vitalità, insonnia, riduzione del rendimento nel lavoro, soprattutto intellettuale, o nello studio con cali di memoria e di concentrazione, fino a diventare cagione di stati ansiosi reiterati sempre più gravi e profondi che possono coinvolgere anche il tono dell'umore, trasformandosi in veri e propri stati depressivi più o meno gravi, e talvolta sfociando in episodi di gravi crisi d'ansia, se non addirittura in quelle situazioni improvvise angoscianti definite "attacchi di panico".

Biancospino
Biancospino
I disturbi d'ansia non sempre sono riconosciuti come tali, poiché possono causare i più disparati sintomi somatici, cioè fenomeni fisici negativi che talvolta non riusciamo a spiegare, poiché possono coinvolgere molti distretti dell'organismo simulando anche alterazioni organiche, innescando una serie di "pellegrinaggi" presso vari medici o specialisti che riconoscano finalmente una malattia da poter curare. In effetti alcune malattie organiche vengono definite, con un termine molto appropriato, psicosomatiche, proprio a significarne l'origine psicologica; fra queste si possono annoverare la sindrome del colon irritabile, alcune forme di ulcera, certe forme asmatiche, o tachicardie che non riconoscono alterazioni organiche o funzionali, e inoltre lievi modificazioni pressorie non riferibili a ipertensione essenziale o ad altre cause organiche; inoltre, si può verificare di frequente un calo delle difese immunitarie, che causa una maggiore predisposizione a contrarre infezioni e malattie infettive.
Questi disturbi sono spesso sottovalutati, poiché quando chi ne soffre si sente dire, talvolta anche dal proprio medico, che si tratta "solo di ansia" e non si propone una soluzione pertinente, si minimizza l'impatto a volte drammatico che certi disturbi comportano, specie se si tende a ritenerli superabili con la sola forza di volontà. Bisogna riflettere sul fatto che l'organismo umano è un "unicum" inscindibile formato da corpo e mente, profondamente interconnessi fra loro, e il disagio che un individuo vive a livello psicologico può essere espresso inconsciamente a livello fisico, anche con manifestazioni patologiche organiche di una certa gravità.

Passiflora
Passiflora
Una manifestazione frequente dello stress cronico e dell'ansia da stress è senza dubbio l'insonnia, termine che deriva dal latino insomnia = mancanza di sogni, che indica uno stato di percezione negativa della qualità del proprio sonno, ritenuto insufficiente o comunque insoddisfacente perché frammentato e non riposante, in quanto alterato nella giusta sequenza dei ritmi fisiologici del sonno (vedi il nostro articolo di Novembre 2009).
L'insonnia da stress non deve essere considerata una "malattia" autonoma, ma deve essere valutata come un segnale del disagio profondo, a volte una vera e propria angoscia, che l'organismo manifesta inconsapevolmente quasi per chiedere aiuto. Le alterazioni del sonno possono essere essenzialmente di tre tipi: difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, oppure un risveglio mattutino anticipato; ma spesso le diverse tipologie sono presenti insieme. Talvolta, come conseguenza dello stress e dell'insonnia che ne deriva, si possono manifestare alterazioni dell'umore, fino all'insorgere di vere e proprie depressioni con diversi livelli di gravità.

La prima difesa verso le situazioni descritte dovrebbe essere quella di evitare di superare il nostro personale limite, evitando se possibile le situazioni che ci turbano, e concedendo all'organismo le giuste pause per dargli il tempo e l'occasione per recuperare le energie.
Poiché questo non sempre è possibile, possiamo ricorrere ad aiuti di diversa natura, primi fra tutti, a mio parere, i numerosi fitoterapici che consentono, quando possibile, di coadiuvare e sostenere, o addirittura evitare, trattamenti farmacologici che possono risultare ben più invasivi rispetto al rimedio naturale, il quale, utilizzato con il consiglio di un esperto fitoterapeuta, è sempre più maneggevole e scevro di pesanti effetti collaterali rispetto agli psicofarmaci, che, in caso di necessità, dovranno essere comunque utilizzati solo dietro prescrizione e controllo costante del medico.
Zafferano
Zafferano
Perciò, onde evitare di giungere all'esaurimento delle risorse psicofisiche dell'organismo, si può procedere inizialmente con l'assunzione di integratori a base di Ginseng, Guaranà, Eleuterococco, Withania, Astragalo, Rodiola, definite piante adattogene per la loro capacità di sostenere le naturali difese dell'organismo e di fornire un surplus di energia, fisica e mentale, che può contribuire a contrastare e a sopportare meglio gli effetti negativi dello stress, quando questo si rivela eccessivo per il soggetto che lo vive. Queste piante possono essere utilizzate sia a scopo di prevenire il cedimento psicofisico causato dallo stress, anche con un certo anticipo in previsione di un evento stressante come un periodo particolarmente impegnativo dal punto di vista lavorativo o di studio, sia per contrastarne gli effetti nocivi quando fosse già presente una situazione deteriorata che ha causato svogliatezza, stanchezza, apatia, allo scopo di ridurne la gravità e la durata.
Esse possono essere associate vantaggiosamente a piante più specificamente rilassanti, scegliendo quelle che più si addicono al disturbo, o ai disturbi, che l'ansia ha causato.
Griffonia
Griffonia
Se il disagio psicologico è causa di palpitazioni non patologiche, il cosiddetto "cuore in gola", o di tachicardia (battito accelerato), può giovare l'assunzione di Biancospino, dall'azione rilassante del sistema nervoso particolarmente indicato come calmante cardiaco.
Se invece l'ansia interessa l'apparato digerente, sono più appropriati la Melissa e/o il Fico selvatico (Ficus carica), che intervengono sulle somatizzazioni dell'ansia a livello dello stomaco o dell'intestino crasso (colon), e possono contrastare gastriti e coliti nervose (IBS, o Sindrome del Colon Irritabile).
Se i disturbi causati dallo stress e dall'ansia alterano la fisiologia del sonno, si potrà ricorrere a numerose piante come la Passiflora, l'Escolzia, la Valeriana, i fiori di Arancio dolce e amaro, la Lavanda, il Rosolaccio (Papavero selvatico), la Scutellaria, il Luppolo, il Tiglio, la Melissa, il Giuggiolo (Ziziphus), associate opportunamente fra loro e alla Melatonina, dalla peculiare funzione di regolazione del ritmo circadiano veglia-sonno.
Lo Zafferano e la Griffonia, sono utili per aumentare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che aiuta ad alleviare gli stati di tensione e inquietudine, favorire la naturale funzionalità del sistema nervoso, rinforzare la resistenza agli stress, e a migliorare la qualità del sonno, oltre che intervenire sul tono dell'umore, per cui sono consigliate anche in presenza di depressioni lievi o moderate, che provocano sbalzi di umore, tristezza immotivata, crisi di pianto, assenza di interesse verso le attività un tempo predilette, calo di energia, stanchezza e senso di impigrimento, senso di inutilità.
Iperico
Iperico
In questi casi la pianta di elezione è senza dubbio l'Iperico, al quale la Griffonia è spesso associata insieme ad altre piante rilassanti, scelte fra quelle già nominate, come la Passiflora, la Melissa, oppure la Rodiola se è presente uno stato di apatia, oltre all'oligoelemento Magnesio, che svolge una importante funzione di sostegno del sistema nervoso centrale. L'Iperico può interferire con il metabolismo di alcuni farmaci (compresi gli anticoncezionali), per cui prima di assumerlo è necessario chiedere il parere del medico o del fitoterapeuta.
In caso di debilitazione e stanchezza e nella riduzione energetica legati all'invecchiamento e allo stress, può giovare l'assunzione di un sostegno nutri-terapico come l'alga Klamath, microalghe verdi-azzurre selvatiche dall'eccezionale densità e completezza nutrizionale, contenenti una dotazione completa di vitamine, minerali, proteine, aminoacidi, enzimi, pigmenti antiossidanti, acidi grassi essenziali, in forma massimamente biodisponibile per una sinergia nutrizionale unica, che può contribuire a contrastare gli stati di debilitazione.
Rimandiamo agli articoli dedicati, presenti nella sezione "Articoli Erboristici" del nostro sito, per approfondimenti su alcune delle piante citate.

Dott.ssa Marina Multineddu

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