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Equiseto

Equiseto

L'Equiseto, Equisetum arvense, è chiamato anche Coda cavallina per la caratteristica forma dei fusti sterili, che costituiscono la parte di pianta contenente i principi attivi utilizzati in fitoterapia. È un'erba perenne appartenente alla famiglia delle Equisetaceae, molto diffusa nei luoghi umidi, lungo i corsi d'acqua, dal livello del mare fino ai monti di Europa, Asia e tutta l'Italia continentale e delle isole. Si riproduce tramite spore, che vengono portate dai fusti fertili, nella parte apicale chiamata stròbilo, di colore rossastro.
Il tempo balsamico, cioè il periodo di raccolta ideale, quando la pianta è al massimo della concentrazione di principi attivi, inizia a giugno e si protrae per tutta l'estate; i fusti sterili sono fatti essiccare al sole, avendo cura di maneggiarli con cautela, per evitarne l'eccessiva frantumazione, poiché sono ricchissimi di silice, che conferisce loro una consistenza vetrosa. Questa caratteristica un tempo veniva sfruttata per la lucidatura di oggetti in legno o metallo, e per la pulizia dell'interno di vasi e bottiglie.

Proprietà e Indicazioni
L'Equiseto ha proprietà diuretiche, remineralizzanti, antinfiammatorie; la pianta fresca è emostatica. La ricchezza in silice rende questa pianta adatta per migliorare la calcificazione ossea, l'elasticità del tessuto connettivo e delle cartilagini articolari.
L'Equiseto è indicato in caso di demineralizzazione ossea, rachitismo, osteoporosi, fratture, artrosi, unghie e capelli fragili, anemie, ridotta diuresi, epistassi (la pianta fresca).
Equiseto


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