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Pompelmo

Pompelmo

Il Pompelmo è un agrume appartenente al genere Citrus (famiglia Rutaceae) prodotto da un albero sempreverde che porta lo stesso nome del frutto, alto da 5-6 metri fino a 12-15 metri. I fiori sono bianchissimi, molto grandi e profumati; il frutto è un esperidio dalla buccia color giallino, poco compatta, dalle dimensioni variabili fra 10 e i 20 centimetri di diametro, del peso da 200 ai 450 grammi, secondo le cultivar.
Il suo nome botanico è Citrus paradisi, sinonimo di Citrus maxima varietà uvacarpa, e la sua origine è incerta: un'ipotesi ne fa risalire l'origine all'isola Barbados, un'altra afferma che il Pompelmo sia originario dell'Estremo Oriente come tutti gli altri agrumi, e infine l'ultima ipotesi tende a considerare questo frutto come un ibrido fra il Pomelo e l'Arancio dolce. Il Pomelo (o Pommelo, o Pumelo, o Pampaleone) è il Citrus grandis, col quale viene talvolta confuso per via del nome simile, ma esso differisce dal Pompelmo per la grandezza, può raggiungere anche i 10 kg, la forma di grossa pera dovuta alla presenza di uno spesso strato di albedo (la parte interna biancastra e spugnosa della buccia degli agrumi), posto al polo superiore come cappello, e inoltre il fatto che mentre il Pomelo esiste solo allo stato selvatico, il Pompelmo è largamente coltivato in molti paesi del mondo come gli Usa, dove è conosciuto col nome di Grapefruit, specialmente in Florida, Texas e California, ma anche in Brasile, Messico, Giamaica, Giappone, Sud Est Asiatico, Sud Africa, e in tutto il bacino del Mediterraneo dal Marocco, a Israele e Giordania; in Italia viene coltivato in particolare in Sicilia.
Il Pompelmo è consumato come frutto fresco o per produrre spremute e succhi di frutta. E' ricco di vitamine, aminoacidi, bioflavonoidi, naringina, elevate quantità di zuccheri, che lo rendono nutriente ed energetico, pur con un basso indice glicemico, per via dell'alta quantità di fibre e pectine che limitano l'assorbimento degli zuccheri stessi, stimolano la motilità intestinale e danno una sensazione di sazietà; la naringina, che conferisce al frutto il suo caratteristico sapore amarognolo, è antiossidante e promuove il metabolismo dei carboidrati.

Proprietà e Indicazioni
Le proprietà del Pompelmo si differenziano secondo la parte considerata.
Il succo è stimolante delle secrezioni gastriche e biliari, caratteristica che lo rende un buon digestivo e aperitivo. La sua principale caratteristica è l'interazione con i sistemi enzimatici che controllano il metabolismo di numerosissimi farmaci, con un alto rischio di interferire sulla loro efficacia e sui possibili effetti collaterali.
Dai semi si estrae un composto ricco di principi attivi, come flavonoidi, naringina, quercetina, naringenina, apigenina, esperidina, dalle proprietà antibiotiche, antimicotiche e antivirali, di grande efficacia e praticamente privo di effetti negativi, denominato GSE (da Grapefruit Seed Extract). Il GSE ha mostrato di agire su un'ampia varietà di microrganismi nocivi, come batteri, funghi, virus, lieviti, muffe, e anche parassiti come vermi e pidocchi, oltre a protozoi quale l'ameba, capace di cagionare dissenteria, diffusa soprattutto nei paesi in cui l'igiene è carente.
L'estratto di semi di Pompelmo è utilmente adoperato come coadiuvante contro infezioni microbiche faringee, auricolari, cutanee, intestinali.
In preparazioni per uso interno e/o per uso locale, si utilizza in caso di gengiviti, stomatiti, afte, mughetto, alitosi, acne, micosi, candidosi, affezioni delle alte vie respiratorie quali rinite, sinusite, mal di gola, tosse, otite, e per squilibri della flora intestinale, diarrea, colite. In particolare si utilizza per contrastare l'infezione da Helycobacter pilori, che può causare gastrite e ulcera; contro la Candida albicans, un lievito spesso presente nell'organismo senza causare problemi, che diventa virulento in caso di abbassamento delle difese immunitarie; per l'Herpes labiale; per il raffreddore e l'influenza, di cui abbrevia il decorso evitando spesso le complicanze, poiché accresce le difese immunitarie.
La naringenina sembra avere un'azione benefica in caso di epatite C, per cui il GSE si potrebbe affiancare alle terapie tradizionali, se ne sarà confermata l'efficacia.
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