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Dalla Newsletter del Febbraio 2018
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I RIMEDI ERBORISTICI NATURALI CONTRO I PARASSITI INTESTINALI


Parassiti intestinali
I parassiti sono organismi viventi che non possono vivere in autonomia nell'ambiente, ma hanno necessità, per vivere, svilupparsi e riprodursi, di un organismo appartenente a una specie differente, definito "ospite", umano o animale (o vegetale), sul quale, o all'interno del quale, albergano traendo da esso riparo, vantaggio e nutrimento, solitamente a discapito dell'ospite stesso, che subisce un danno biologico.

Il termine parassita deriva dal greco, dall'unione del prefisso parà = presso, col sostantivo sitos = cibo, ad indicare chi si nutre presso un altro, e precisamente nel nostro caso chi si alimenta a spese di un altro essere vivente. Fra i parassiti che vivono all'esterno dell'ospite (ectoparassiti, dal greco ektòs = fuori) vi sono pulci, pidocchi, zecche, acari, sanguisughe, mentre fra i parassiti che vivono all'interno (endoparassiti, dal greco èndon = dentro) di un altro organismo vi sono i parassiti intestinali, che possono infestare anche l'uomo, e talvolta possono migrare dall'intestino verso altri organi, danneggiandoli.

I parassiti intestinali si dividono in parassiti unicellulari (protozoi, dal greco proton = primo e zoon = animale), e parassiti pluricellulari (metazoi, dal greco meta = oltre, e zoon = animale); questi ultimi sono chiamati genericamente elminti (dal greco elmins = verme), o vermi intestinali. I vermi intestinali parassiti dell'uomo sono anche suddivisi in "vermi cilindrici" o Nematodi (dal greco nema = filo e eidés = forma) e "vermi piatti" o Platelminti (dal greco platys = piatto).

Ossiuri
Ossiuri
In questo contesto ci occuperemo in particolare dei più comuni e diffusi parassiti intestinali pluricellulari, gli Ossiuri e la Tenia, per eliminare i quali è possibile intervenire anche con l'aiuto di integratori vegetali dall'azione parassiticida, ma innocui per l'uomo.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che in tutto il mondo ci siano circa 3,5 miliardi di individui affetti da parassitosi (malattia causata da parassiti) intestinale. Di essi, 450 milioni sono bambini che presentano manifestazioni cliniche sintomatiche: il problema è molto frequente nell'età compresa fra 5 e i 14 anni, a causa del sistema immunitario non ancora maturo e completamente sviluppato. Tuttavia, la parassitosi intestinale si può presentare anche negli adulti, in special modo quelli che si trovano in condizioni di particolare fragilità immunitaria, o in ambienti dalle condizioni igienico-sanitarie precarie, come nei paesi in via di sviluppo, nei quali il parassitismo rappresenta un problema endemico, cioè radicato e costantemente presente.
Non si deve tuttavia ritenere che le parassitosi intestinali siano prerogativa dei paesi poveri: anche nei paesi più evoluti dell'Occidente, incluso il nostro, i parassiti intestinali sono più diffusi di quanto si possa immaginare, anche per la accresciuta mobilità della popolazione e l'aumento dei fenomeni migratori.

Aglio
Aglio
I vermi intestinali come gli Ossiuri, che fra breve descriveremo, sono piuttosto diffusi specialmente fra i bambini, i quali, oltre ad avere un sistema immunitario ancora immaturo, hanno comportamenti spontanei che favoriscono l'infestazione, come trascurare le normali norme igieniche e mettere in bocca oggetti come i giocattoli o le mani sporche.
Le infestazioni da parassiti intestinali possono verificarsi con modalità diverse, ma generalmente avvengono con l'ingresso del parassita nella sua forma larvale o attraverso l'ingestione delle uova, mediante il consumo di cibi crudi, come carni o pesci crudi o poco cotti, o di cibi o acqua contaminati, come verdure infestate e lavate poco accuratamente, o attraverso il contatto con feci, rifiuti e oggetti contaminati, specie se le mani non vengono lavate spesso e spazzolate scrupolosamente anche sotto le unghie, e sono portate sporche alla bocca come fanno spesso i bambini.

La parassitosi intestinale causa sintomi clinici che dipendono dal tipo di parassita e dal suo stadio di sviluppo, dalla sua localizzazione e dal livello di infestazione, dalle difese immunitarie dell'individuo colpito, e da altre variabili sempre legate al tipo di parassita e al suo ciclo vitale.
Solitamente, per molti parassiti, l'organismo ospite non manifesta sintomi di particolare gravità, tali da portare alla morte dell'ospite, evento che determinerebbe anche la morte del parassita stesso, oppure il parassita ha un ciclo vitale che si conclude prima della morte dell'ospite. In genere i sintomi sono aspecifici, cioè comuni anche ad altre patologie e perciò non facilmente individuabili, e inoltre sono abbastanza moderati, di frequente a carico dell'apparato gastro-intestinale, come dolori addominali, coliti, nausea, stitichezza o diarrea, prurito e irritazione a livello anale, ecc. ma poiché si protraggono a lungo nel tempo possono divenire molto fastidiosi e compromettere la qualità della vita.

Graviola
Graviola
I più comuni vermi intestinali diffusi nel nostro paese, in particolare fra i bambini per le ragioni già esposte, sono gli Ossiuri (Enterobius vermicularis, un Nematode o verme cilindrico), piccoli vermi lunghi 4-6 millimetri, che causano l'infestazione (ossiuriasi) mediante l'ingestione delle sue uova che si trovano nell'ambiente, e, in particolare nei bambini in età prescolare e scolare, portando alla bocca le mani e/o oggetti contaminati.
Le uova, una volta ingerite, raggiungono l'intestino tenue dove si schiudono liberando le larve che migrano verso il colon (intestino crasso), dove si insediano aderendo alla mucosa intestinale e diventando vermi adulti in alcune settimane. A questo stadio le femmine adulte durante la notte raggiungono la zona anale dove depongono fino a 20.000 uova, migrando nuovamente all'interno dell'intestino. La presenza del verme, che causa l'infiammazione della mucosa intestinale e della zona anale e perianale, si può riscontrare nelle feci e talvolta nell'ano. I sintomi fastidiosi dell'ossiuriasi si manifestano soprattutto nelle ore notturne con forte prurito anale, zona in cui si riscontrano infiammazione e lesioni di pelle e mucose dovuti al grattamento, a causa del quale le mani e le unghie sono contaminate dalle uova, rendendo molto frequente il rischio di auto-reinfestazione. L'Enterobius vermicularis è diffuso in tutto il mondo, particolarmente nelle zone temperate, con una popolazione colpita stimata in circa 500 milioni di persone.

Tenia
Tenia
Un altro parassita intestinale pluricellulare è la Tenia, appartenente ai Platelminti, o vermi piatti (dal greco tanìa = nastro, benda), chiamato anche "verme solitario", responsabile dell'infestazione definita tenìasi. Al genere Taenia appartengono numerose specie, ma quelle che interessano la specie umana sono principalmente tre: Taenia solium, T. saginata, T. asiatica.
La Taenia solium ha come ospite intermedio il maiale, essendo l'uomo l'ospite definitivo; le altre due specie hanno come ospite intermedio o i bovini, o suini e bovini, e sempre l'uomo come ospite definitivo, che può subire l'infestazione nutrendosi della carne cruda o poco cotta di questi animali, contenente le larve del verme.
Esse, giunte nell'intestino umano, aderiscono alle sue pareti e iniziano a svilupparsi: la caratteristica saliente della Tenia è quella di essere un lungo verme piatto segmentato, fornito di una parte iniziale chiamata impropriamente testa (scolice), dotata di uncini e ventose con cui aderisce alle pareti intestinali; dallo scolice originano numerosi segmenti contigui di 1-1,5 cm (proglòttidi) che si snodano lungo l'intestino per una lunghezza notevole, anche di diversi metri, assorbendo dal suo contenuto le sostanze nutritive di cui il parassita necessita, poiché esso è privo di apparato digerente, sottraendole al suo ospite. Le proglòttidi sono ermafrodite e si auto-fecondano producendo le uova che vengono emesse con le feci, insieme ad altre proglòttidi mature cariche di uova, le quali, giunte nell'ambiente possono infettare altri individui.
Per diagnosticare la presenza della Tenia, che è molto longeva e può vivere all'interno dell'ospite, se non si interviene, anche molti anni, è necessario l'esame delle feci, nelle quali in genere si ritrovano sia le uova che le proglòttidi.
Ciclo vitale della Tenia
Ciclo vitale della Tenia
La teniasi può causare disturbi all'apparato intestinale, come diarrea alternata a stipsi, dolori addominali, talvolta nausea o vomito, fuoruscita delle proglottidi per via anale, oltre a produrre nell'individuo che ne è affetto un senso di debolezza e stanchezza apparentemente immotivate, e un calo di peso pur con un'alimentazione congrua, probabilmente causati da carenze vitaminico-minerali. Talvolta può essere presente nervosismo, irrequietezza, disturbi del sonno, fame eccessiva, cefalea, o altre manifestazioni soggettive.
Per evitare l'infestazione da parte della Tenia è necessario perciò cuocere molto bene la carne, oppure congelarla per almeno 5 giorni a una temperatura di -30°C, o per un numero decisamente maggiore di giorni ai consueti -18°C dei congelatori casalinghi. Le larve non sono uccise né dall'affumicatura né dalla salatura, perciò possono essere a rischio anche gli insaccati, se prodotti con carni contaminate, e inoltre esse possono resistere per più di due mesi a 0°C.

Per eliminare i vermi intestinali dall'organismo che ne è affetto, si possono utilizzare farmaci specifici che devono essere assunti solo dietro prescrizione e attento controllo medico, per la loro tossicità.
Esistono tuttavia alcune piante che possiedono proprietà parassiticide, anche ad ampio spettro, che si possono utilizzare con tranquillità poiché sono prive di effetti nocivi sull'uomo, e questo ne consente un utilizzo sia come coadiuvanti alla terapia farmacologica prescritta dal medico, per eliminare una parassitosi già conclamata, sia come prevenzione, anche a cicli ripetuti, se si vive in un ambiente in cui è facile venire in contatto con gli agenti responsabili dell'infestazione, come, nel caso degli ossiuri, le scuole materne e le scuole dell'obbligo.

GSE - Estratto di semi di Pompelmo
GSE - Estratto di semi di Pompelmo
Fra i fitoterapici dotati di attività parassiticida ricordiamo l'estratto di semi di Pompelmo, che, oltre alle ormai acclarate proprietà antibatteriche, antimicotiche, antivirali, vanta anche proprietà vermicide ad ampio spettro, inclusa l'azione contro gli Ossiuri; esso inoltre possiede una sorta di selettività capace di agire sui microrganismi patogeni senza danneggiare quelli fisiologici, normalizzando così l'ambiente microbico della flora intestinale dell'individuo (microbiota). Molto efficaci sono anche i semi di Zucca, Cucurbita pepo, che contengono la cucurbitina, un principio attivo al quale è attribuita, fra altre proprietà salutistiche, in particolare l'attività antielmintica, specie contro la Tenia. La cucurbitina, in sinergia con gli altri principi attivi contenuti nei semi di Zucca, paralizza i vermi causandone il distacco dalla parete intestinale, facilitando così la sua eliminazione mediante l'evacuazione, che è bene favorire e stimolare con l'aiuto di piante lassative coadiuvanti come la Cascara, o altre piante antrachinoniche, per gli adulti, oppure la Manna, Frassinus ornus o Frassino da Manna, per i bambini.

Semi di Zucca
Semi di Zucca
Spesso si associano al Pompelmo e alla Zucca anche altre piante come il Tanaceto, il quale, mediante il suo contenuto in tujone, agisce esercitando sui parassiti come gli Ossiuri un'azione convulsivante che li porta alla morte entro pochi giorni. Un rimedio vermicida classico è anche l'estratto di Aglio, dal noto potere antibatterico, che è capace anche di sopprimere le uova degli Ossiuri, così come fa anche l'estratto di Chiodi di Garofano, che è efficace anche contro la Tenia. Fra le piante dotate di potere vermifugo possiamo annoverare anche la Graviola, Annona muricata, l'estratto di Mallo di Noce, l'Assenzio romano (Artemisia absinthium), la Mirra, che creano all'interno dell'organismo un ambiente sfavorevole all'insediamento dei parassiti intestinali.
Per una maggiore azione di contrasto dei vermi intestinali che migrano nella zona anale, si possono applicare localmente creme a base delle stesse piante vermifughe già citate, che ostacoleranno, fino a impedirla, la deposizione delle uova da parte delle femmine, interferendo sulla riproduzione del parassita e limitando così il rischio di auto-reinfestazione. Inoltre la presenza nella formulazione di principi attivi lenitivi e igienizzanti come Aloe vera, Camomilla, oli di Avocado, Jojoba, Cocco, e burro di Karitè, produrranno una migliore igiene e uno stato di benessere locale contro i fastidi causati dal parassita.

Tanaceto
Tanaceto
Poiché, come abbiamo detto, i fitoterapici parassiticidi sono privi di effetti nocivi per l'organismo umano, essi consentono di effettuare cicli di assunzione anche di alcuni mesi, eventualmente ripetuti più volte durante l'anno, sia in prevenzione che per assicurare una completa bonifica dall'infestazione sia da parte dei parassiti, che dalle loro uova le quali, schiudendosi in tempi successivi al primo trattamento, potrebbero determinare recidive ripetute. E' consigliato anche un trattamento periodico preventivo, specie quando si vive in ambienti a rischio, anche mediante la somministrazione dei fitoterapici specifici a tutte le persone che vivono nella stessa comunità, per scongiurare i possibili contagi incrociati.

Per altri tipi di vermi intestinali, seppure le sostanze fitoterapiche descritte abbiano una buona azione parassiticida, per la maggior gravità delle loro manifestazioni, in quanto essi possono migrare in diversi organi come i polmoni o il fegato, danneggiandoli anche in modo grave, è opportuno chiedere subito, fin dal primo sospetto di infestazione, il consiglio del medico curante, che interverrà con l'opportuna terapia del caso, eventualmente associata a trattamenti fitoterapici di sostegno, come coadiuvanti, da ripetere più volte contro il rischio di recidive.

Dott.ssa Marina Multineddu

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