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Baobab

Baobab

Il Baobab, di cui Adansonia digitata è la specie più nota e diffusa, è un grande albero appartenente alla famiglia delle Malvaceae (ex Bombacaceae) che cresce in Africa, e perciò è chiamato anche Baobab africano.
Il genere Adansonia comprende altre 7 specie simili, di cui 6 specie crescono in Madagascar, dove sono endemiche, e una in Australia. Il nome di genere, Adansonia, fu coniato da Carlo Linneo in omaggio al naturalista ed esploratore francese suo contemporaneo Michel Adamson, che nel 1749 per primo scoprì in Senegal e descrisse il Baobab africano. L'etimologia del nome Baobab è incerta: potrebbe derivare dall'etimo etiopico "baobàb", che significa "albero delle scimmie" o "pane delle scimmie"; alcuni lo fanno derivare dall'arabo "bu-hibab" cioè "padre o frutto dai molti semi". Il nome di specie, digitata, fa riferimento alla forma delle grandi foglie pentalobate, simili a una mano.
Nell'antichità, il Baobab era considerato sacro e venerato dalle popolazioni indigene, e sembra che il frutto fosse già utilizzato dagli antichi Egizi come febbrifugo.
Il Baobab è un albero imponente e assai longevo, forse fino a 5000 anni, dal tronco gigantesco simile a un'enorme bottiglia, che può raggiungere un diametro di oltre 10 metri e una circonferenza di circa 20 metri, con un'altezza variabile dai 15 ai 25 metri. E' una pianta caducifoglia nota per la sua capacità di conservare l'acqua durante la stagione delle piogge all'interno del fusto, consentendo all'albero di sopravvivere durante il periodo di siccità.
Esternamente la corteccia risulta dura e fibrosa, spessa fino a 10 centimetri, con aspetto liscio color grigio chiaro o marrone rossiccio: il grande spessore contribuisce a isolare e a preservare l'acqua accumulata nella massa assorbente spugnosa del tronco e al suo interno in una larga cavità simile a una sorta di enorme cisterna che può contenerne fino a 10.000 litri, oltre il 70% della massa del fusto, e che contribuisce anche a mantenerne la verticalità. Infatti, alla sua morte il fusto collassa al suolo in un cumulo di fibre legnose disidratate.
La riserva d'acqua contenuta nei Baobab costituisce per le popolazioni e la fauna locali una importante risorsa che facilita la sopravvivenza di uomini e animali che vivono nelle zone popolate da questi giganti della natura, che offrono cibo e riparo, costituiscono un rimedio tradizionale delle popolazioni autoctone per vari disturbi come antipiretico e febbrifugo, oltre che come materiale per capanne e manufatti artigianali di uso quotidiano: l'albero è perciò chiamato anche "albero della vita".
Il Baobab cresce solitamente isolato o in piccoli gruppi in aride zone desertiche, su terreni sabbiosi o pietrosi delle savane, avvalendosi di radici sviluppate in estensione più che in profondità, per assorbire velocemente l'acqua piovana che custodirà all'interno del suo tronco mastodontico. Dal tronco, spoglio per tutta la lunghezza, emergono solo sulla cima alcune grosse ramificazioni, da cui si sviluppano i numerosi rami più sottili che quando perdono le foglie assomigliano ad un apparato radicale, e conferiscono al Baobab un aspetto caratteristico e inconfondibile, tanto che è stato definito "albero con le radici rivolte verso il cielo". Sui rami crescono grandi foglie eduli, palmate, composte da 5 o talvolta 7 foglioline, che nell'insieme raggiungono i 20 centimetri di larghezza, e durano sull'albero solo 5 mesi poiché durante la stagione secca cadono, lasciando la pianta spoglia, ma ancora capace di attività fotosintetica, seppure ridotta, per mezzo di tessuti verdi che si sviluppano sulla corteccia, che è resistente al fuoco degli incendi, e, se anche l'interno del tronco brucia, la corteccia sopravvissuta rigenera nuovi tessuti permettendo alla pianta di sopravvivere.
Durante la stagione delle piogge il Baobab produce splendidi e grandi fiori larghi 10-20 cm, lungamente peduncolati, dai grandi petali bianchi con numerosi stami che formano un fitto ciuffo centrale, dall'odore intenso, che si aprono all'imbrunire e la notte per circa 18 ore, durante le quali vengono impollinati dai pipistrelli, poi appassendo imbruniscono e cadono. I fiori vengono visitati anche da alcune farfalle, da api e altri insetti, che tuttavia svolgono un ruolo minore nell'impollinazione.
Anche il frutto, commestibile, è pendulo per il lungo peduncolo, ha forma ovoidale globosa, è lungo da 10 fino a 45 cm e pesa 1-2 kg, con una parte esterna (epicarpo) legnosa e resistente coperta in superficie di peluria lanuginosa giallo-verdognola, mentre la parte interna (endocarpo) è polposa e fibrosa, suddivisa da membrane in 5 camere contenenti numerosi grossi semi reniformi: a maturazione la polpa diventa polverulenta, biancastra e dal sapore dolciastro, acidulo, con aroma di pera o vaniglia.
Il tronco degli esemplari maturi più grandi o vecchi è spesso scavato, con grandi cavità che sono state utilizzate come apiari e arnie naturali, come magazzini, rimesse, ufficio postale, abitazione, o anche prigione temporanea di alcuni aborigeni! E purtroppo anche come discariche.
Il legno è poroso e leggero, adatto alla costruzione di canoe e cestini; le fibre della corteccia sono indicate per realizzare corde molto robuste, spaghi, cappelli, tessuti, materassi, come coibente delle pareti di argilla e come copertura dei tetti delle case.

Proprietà e Indicazioni
Il Baobab, oltre che per le sue notevoli dimensioni, è noto anche per le sue proprietà terapeutiche, nutraceutiche e cosmetiche.
Tutte le parti del Baobab, corteccia, foglie, frutto, radici, semi, possiedono proprietà officinali utili per favorire la funzionalità articolare e delle prime vie respiratorie, contrastare i disturbi del ciclo mestruale e della menopausa, svolgere un'azione ricostituente e di sostegno, potenziare le naturali difese dell'organismo, inoltre contribuiscono alla regolarità della pressione arteriosa, e alla funzionalità e regolarità del transito intestinale.
La corteccia è ricca di mucillagini e pectine, le fibre della corteccia contengono calcio ossalato e tannini.
Le foglie sono ricche di calcio, fosforo, vitamina C, B1, B2, PP e mucillagini che svolgono un'azione antinfiammatoria particolarmente utile in caso di infiammazioni delle vie respiratorie con broncospasmo, come nelle manifestazioni asmatiche.
I semi contengono mucillagini, sono ricchi di proteine, calcio, fosforo, utili come ricostituenti. Da essi le popolazioni locali ricavano un olio molto pregiato utilizzato principalmente a scopo alimentare, ma anche come antiallergico, e come cosmetico per la cura della persona come emolliente, antinfiammatorio, idratante, antirughe e rigenerante della pelle, che riacquista tonicità ed elasticità. L'olio protegge la pelle dagli agenti atmosferici, è rivitalizzante e ne rallenta l'invecchiamento, protegge dalle scottature e le allevia, ed è utile anche per la cura dei capelli.
Il frutto è particolarmente interessante per le sue molteplici proprietà medicinali e nutraceutiche, oltre che cosmetiche. Contiene gli zuccheri fruttosio e glucosio, acqua, proteine, fibre alimentari, grassi, tannini e mucillagini. La polpa del frutto possiede alte concentrazioni di vitamina C (300 mg per 100 gr di polpa), e inoltre vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B6, sali minerali e oligoelementi come calcio, ferro biodisponibile, magnesio, potassio, fosforo, zinco, manganese, rame, molibdeno. Sono presenti aminoacidi essenziali, acidi grassi Omega-3, Omega-6, e Omega-9, antocianine, flavonoidi, fenoli, acido gallico e tartarico. Oltre a tannini e mucillagini, il frutto contiene fibre insolubili, e abbondanti fibre solubili dall'azione probiotica specifica per favorire la crescita dei lactobacilli e bifidobatteri che contribuiscono ad arricchire e riequilibrare la microflora batterica intestinale, e inoltre aumentano la massa fecale svolgendo un'azione di stimolo sulla peristalsi e favorendo una fisiologica regolarità intestinale, con un effetto di salvaguardia dei normali valori ematici glicemici e del colesterolo. La sua ricchezza di vitamina C svolge un'azione antiossidante contro i radicali liberi, incrementa la biodisponibilità del calcio e del ferro, potenzia le naturali difese dell'organismo, ha un'azione ricostituente e di sostegno utile per il benessere dell'organismo, particolarmente in caso di stanchezza, astenia e umore malinconico.
Le mucillagini della polpa del frutto sono indicate anche per l'azione lenitiva, protettiva con effetto barriera, delle mucose gastro-intestinali, e riequilibrante del pH dello stomaco in caso di ipercloridria, gastrite, ulcera. I tannini per la loro azione astringente sono utili in caso di diarrea e infiammazione intestinale.
La ricchezza in fibre della polpa del frutto, che fornisce pochissime calorie, 25 kcal per 100 grammi, può favorire il senso di sazietà, rivelandosi utile durante le diete dimagranti
Il frutto a maturazione diviene naturalmente polverulento e facile da assumere come integratore, disciogliendo la polvere in acqua, come energetico, ricostituente e remineralizzante adatto a tutti, in particolare agli sportivi per reintegrare sali minerali ed energia.
Le popolazioni autoctone utilizzano le foglie come alimento, crude o lessate; seccate e polverizzate sono chiamate "Lalo", e aggiunte a cereali, a salse come addensante, al cous cous di Miglio.
Le foglie sono utilizzate anche come decotto o infuso medicinale contro le febbri malariche.
Le radici vengono talvolta consumate cotte, in tempo di carestia. La polvere della corteccia è utilizzata tradizionalmente dai cacciatori autoctoni per neutralizzare il veleno in un animale ucciso mediante una freccia avvelenata, prima della cottura, per potersene poi cibare.
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